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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2001 September;8(3):243-58

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

I traumi vascolari degli arti inferiori

Talarico F., Reina N., Lipari R., Riggi M., Fallea F., Salvo G., Ruscazio A., Calì F., Bajardi G.

From the Vascular Surgery Unit University of Palermo, Palermo, Italy


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Obiettivo. I traumi vascolari degli arti inferiori, per il contemporaneo coinvolgimento osseo, nervoso e muscolare, coinvolgono competenze multidisciplinari che comportano scelte diagnostiche e provvedimenti terapeutici variamente articolati. La diagnosi spesso si presenta difficile, trattandosi di pazienti politraumatizzati ed a volte in grave stato di shock. Il mancato riconoscimento della lesione arteriosa, allungando lo stato di ischemia, può differire pericolosamente i tempi di intervento, ponendo seriamente in forse il salvataggio dell’arto. L’obiettivo di questo studio è valutare i provvedimenti diagnostici, l’indicazione, l’iter terapeutico e le scelte metodologiche. Il follow-up è stato da un mese a 5 anni.
Metodi. Si è fatto uno studio retrospettivo su 21 pazienti con traumi vascolari degli arti inferiori, di cui 19 (90,4%) di sesso maschile e 2 (9,6%) di sesso femminile, operati nel periodo compreso fra il marzo 1993 ed il marzo 1999. L’età media era di 38 anni (15-78). L’etiologia era riconducilbile ad incidenti stradali in 10 casi (47,6%), a lesioni criminose in 5 casi (23,8%), ad infortuni sul lavoro in 3 (14,3%), dopo interventi chirurgici in 3 pazienti (14,3%). In 11 casi (52,4%) l’arteria poplitea era il vaso interessato dal trauma, in 6 casi (28,6%) le arterie tibiali, in 4 (19,5%) l’arteria femorale. In 16 pazienti (76,2%) si riscontravano associate patologie osteo articolari (fratture, dislocazioni, lesioni legamentose). Il protocollo adottato ha previsto l’uso estensivo preoperatorio dell’angiografia (19 casi), la priorità dell’intervento vascolare, la preferenza per una angioricostruzione diretta in vena safena invertita (14 casi) e la fasciotomia complementare dei compartimenti di gamba.
Risultati. Nessuna amputazione d’embleé si è resa necessaria, mentre in un solo paziente è stata effettuata una amputazione secondaria.
Conclusioni. Una rapida diagnosi ed un trattamento chirurgico tempestivo, mirato a ridurre almeno i tempi di ischemia, sono gli elementi fondamentali nell’iter terapeutico dei traumi vascolari. L’utilizzo estensivo preoperatorio dell’angiografia, la preferenza per un’angioricostruzione diretta in vena safena invertita e la fasciotomia rappresentano i provvedimenti essenziali finalizzati al salvataggio dell’arto.

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