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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1824-4777

Online ISSN 1827-1847

 

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2001 Giugno;8(2):125-34

 CASI CLINICI

Embolizzazione percutanea di aneurisma dell’arteria splenica mediante spirali metalliche

Bandiera G., Cirielli C., Forletta M., Serino F., Falappa P. G. *

From the Department of Vascular Pathology and Surgery 3rd Division of Vascular Surgery
* Radiology Service IDI (­IRCCS), Rome, Italy

Sebbene considerate patologie non comuni gli aneurismi delle arterie splancniche possono oggi essere diagnosticati più frequentemente grazie ai moderni sistemi di imaging. L’arteria splenica risulta essere la sede più frequente per questo tipo di lesione, contando più dei 60% di tutti gli aneurismi delle arterie viscerali. In particolare lo 0,2-0,8% della popolazione generale risulta affetta da questo tipo di patologia e l’incidenza nel sesso femminile è 4 volte maggiore che nel sesso maschile. La relazione tra la frequenza di questa patologia con il sesso femminile è stata correlata con le alterazioni che avvengono nelle arterie splancniche durante la gravidanza, caratterizzate da rottura della lamina elastica interna, da frammentazione delle fibre elastiche, da accumulo di proteoglicani nella tonaca media. Viene descritto un caso di aneurisma dell’arteria splenica in cui il fallimento di una prima procedura di embolizzazione mediante l’utilizzo di spirali al tungsteno, ha richiesto, a distanza di 2 mesi un successivo trattamento con spirali al platino che, oltre a completare l’embolizzazione della sacca aneurismatica, ha portato all’occlusione dell’arteria splenica prossimalmente all’aneurisma. In considerazione del fatto che angiografia, eco color-Doppler ed angioRM avevano dimostrato una sufficiente perfusione splenica via rami collaterali, la vitalità dell’organo è rimasta conservata senza dover ricorrere alla sua asportazione chirurgica.

lingua: Inglese, Italiano


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