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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2001 June;8(2):97-110

lingua: Inglese, Italiano

La vena piccola safena (VPS) nelle rivascolarizzazioni distali per salvataggio degli arti inferiori

Spinelli F., Mirenda F., Mandolfino T., La Spada M., D’Alfonso M., Roscitano G., Stilo F.

From the Institute of Thoracic and Cardiovascular Surgery University of Messina, Messina, Italy


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Obiettivo. Lo scopo del lavoro è stato valutare, attraverso lo studio dell’esperienza maturata negli ultimi 15 anni, la possibilità di rivascolarizzare gli arti inferiori mediante la VPS in assenza della vena grande safena (VGS).
Metodi. Tra il 1984 ed il 1998 sono state effettuate 482 rivascolarizzazioni distali per ischemia critica degli arti inferiori in 454 pazienti. La VPS è stata utilizzata in 77 casi in cui non era disponibile la VGS. Le cause di assenza della VGS sono state: pregresso bypass aorto-coronarico in 22 casi; pregressa rivascolarizzazione degli arti inferiori fallita in 36 casi; stripping in 5 casi; varicoflebite in 3 casi; inadeguatezza parziale o totale della VGS in 11 casi. Le indicazioni terapeutiche in questo gruppo di pazienti sono state: dolore a riposo in 3 casi; turbe trofiche in 20 casi; gangrena delle dita in 48 casi; gangrena del tallone in 6 casi. La tecnica impiegata è stata: bypass esclusivo con VPS in 34 casi; bypass composito con PTFE in 5 casi; bypass sequenziale a valle di altri innesti venosi o protesici in 18 casi; riparazione secondaria o prolungamento di bypass in VGS in 20 casi. In nessun caso si è utilizzata la VGS controlaterale.
Risultati. Vi è stata mortalità operatoria in 1 caso; occlusione arteriosa acuta in 10 casi (13%); amputazioni in 3 casi (3,9%); complicanze locali in 4 casi (5,2%) necrosi cutanee (tendine di Achille e polpaccio). Risultati tardivi: 5 bypass si sono occlusi nel postoperatorio, 27 pazienti sono deceduti per altre cause (cardiopatia ischemica, ictus cerebrale, ecc.).
Conclusioni. La VPS è un sostituto arterioso adeguato che può essere utilizzato in assenza della VGS ottenendo una pervietà leggermente inferiore ed una morbilità cutanea più importante e consentendo di non intaccare il capitale venoso dell’arto controlaterale.

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