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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1824-4777

Online ISSN 1827-1847

 

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2001 Giugno;8(2):87-96

 ARTICOLI ORIGINALI

L’endarteriectomia carotidea negli ottuagenari

Grego F., Zaramella M., Antonello M., Bonvini S., Alfò K., Deriu G. P.

From the Vascular Surgery Clinic, University of Padua, Padua, Italy (Chief: Prof. G. P. Deriu)

Obiettivo. Nei pazienti ottuagenari l’ictus, principalmente su base aterosclerotica, rappresenta sempre la terza causa di morte, ma con una incidenza che è maggiore di cinque volte (6 volte per i maggiori di 85 anni) rispetto alla popolazione compresa tra i 55 ed i 65 anni. I dati epidemiologici e la documentata efficacia della chirurgia carotidea nella prevenzione dell’ictus nei pazienti di età inferiore ad 80 anni, impongono una riesamina della sua efficacia anche negli ottuagenari, che dovrebbero rappresentare, proprio in considerazione della più elevata incidenza, i maggiori potenziali beneficiari di questa procedura. Scopo del presente lavoro è stato di valutare in un’analisi retrospettiva il ruolo della endarteriectomia carotidea (EA) nell’ottuagenerario, comparandone i risultati con quelli ottenuti nei soggetti di età inferiore.
Metodi. Nel periodo gennaio 1996 - dicembre 1999, 794 pazienti sono stati sottoposti, presso la Clinica di Chirurgia Vascolare dell’Università di Padova, ad intervento di endarteriectomia carotidea: 63 pazienti di età uguale o superiore ad anni 80 e 731 pazienti di età inferiore. Gli interventi sono stati sempre eseguiti in anestesia generale con monitoraggio EEG continuo, uso routinario dello shunt dilazionato e patch. Tutti i pazienti sono stati controllati con esame clinico immediato al risveglio e ogni ora per le prime 3 ore: quindi giornalmente fino alla dimissione. Il follow-up è consistito in un controllo clinico + esame eco color-Doppler a 30 giorni e successivamente ogni 6 mesi. Sono quindi stati valutati nei 2 gruppi (Gruppo A <80 anni e Gruppo B ≥80 anni) i seguenti parametri postoperatori: mortalità non neurologica, RNCR e TIA. Per quanto riguarda gli end point a distanza: mortalità ed il tasso cumulativo di Stroke Free Time. L’analisi statistica è stata fatta utilizzando il χ2 test, considerando statisticamente significativo una p minore di 0,05.
Risultati. Mortalità postoperatoria non neurologica è stata nulla per il Gruppo B ed in un caso (0,1%) nel Gruppo A (IMA), si sono riscontrati 5 casi di stroke pari allo 0,7% nel Gruppo A ed 1 caso (1,6%) nel Gruppo B, che peraltro a portato il paziente al decesso (mortalità neurologica 1,6%) in XX giornata postoperatoria. I TIA postoperatori sono stati rispettivamente 12 (1,6%) nel Gruppo A e 2 (3,1%) nel Gruppo B. La mortalità nel Gruppo A è stata del 18% (123 pazienti) e del 13,3% (8 pazienti) per il Gruppo B. Per quanto riguarda il tasso cumulativo di tempo libero da stroke (life table) è stato pari al 97% nel Gruppo B.
Conclusioni. L’analisi dei nostri dati, dimostra che la semplice età anagrafica non può rappresentare una controindicazione assoluta ad un intervento di EA carotidea, poiché molto spesso non fotografa l’età biologica del paziente. Il presupposto iniziale di assicurare negli ultraottantenni risultati sovrapponibili a quelli ottenuti in pazienti più giovani è stato raggiunto ed incoraggia a non assumere atteggiamenti diversi nel trattamento delle lesioni carotidee in funzione dell’età anagrafica del paziente.

lingua: Inglese, Italiano


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