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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2001 Marzo;8(1):13-24

lingua: Inglese, Italiano

Patch in vena giugulare esterna versus patch in PTFE dopo endarteriectomia carotidea (Studio prospettico randomizzato)

Grego F., Milite D., Cognolato D., Frigatti P., Morelli I., Bonvini S., Damiani N., Deriu G. P.

From the Clinic of Vascular Surgery University of Padua, Padua, Italy (Chair: Prof. G. P. Deriu)


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio prospettico randomizzato è stato la valutazione dei rischi relativi e dei vantaggi dell’uso del patch in vena giugulare esterna nei confronti del patch in PTFE nell’intervento di endoarteriectomia carotidea.
Metodi. Dal 1 dicembre 1996 al 31 marzo 1998, presso la Clinica di Chirurgia Vascolare di Padova, 58 pazienti sottoposti ad intervento di endoarteriectomia carotidea sono stati randomizzati in due gruppi: 29 con patch in vena giugulare esterna (gruppo A) e 29 pazienti con patch in PTFE (gruppo B). Tutti gli interventi sono stati eseguiti in anestesia generale con monitoraggio elettroencefalografico continuo e l’inserimento routinario dilazionato dello shunt. I pazienti sono stati valutati a 6 e 12 mesi con visita di controllo ed esame eco color-Doppler. Con tale metodica sono stati presi in considerazione gli ispessimenti intimali e l’incidenza di restenosi e la verifica della presenza di dilatazioni. È stata inoltre presa in considerazione la mortalità neurologica e la morbidità neurologica minore e maggiore a breve e a medio termine. Criteri di esclusione per il gruppo A sono stati: vena giugulare esterna di diametro non adeguato e/o la presenza di collaterali.
Risultati. Per ciò che riguarda le complicanze neurologiche a breve termine non si è riscontrata nessuna mortalità né morbidità in entrambi i gruppi. Il tempo necessario per eseguire l’intervento ed i sanguinamenti sono stati significativamente inferiori nei pazienti del gruppo A. La mortalità postoperatoria è stata di 1 caso (gruppo A) e quella a distanza di 3 casi (2 gruppo A; 1 gruppo B ). È stata osservata una trombosi con occlusione dell’asse arterioso (gruppo B) ed una restenosi (gruppo A) per iperplasia miointimale, che ha richiesto un reintervento. Non si sono evidenziate rotture di patch né formazione di falsi aneurismi infetti in nessuno dei due gruppi. Un paziente (gruppo B) è stato sottoposto a revisione della ferita chirurgica per un ematoma laterocervicale in II giornata postoperatoria.
Conclusioni. Il patch in vena giugulare esterna rispetto a quello in PTFE non sottopone il paziente a rischi maggiori ed a parità di risultati riduce i sanguinamenti ed il tempo operatorio.

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