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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1824-4777

Online ISSN 1827-1847

 

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 Dicembre;7(4):309-15

 ARTICOLI ORIGINALI

La ischemia cronica critica degli arti inferiori

Matarazzo A., Rosati Tarulli V., Florio A., Polichetti R., Crinisio A., Molino C.

From the ­Faculty of Vas­cular Sur­gery (­Director: ­Prof. A. Mar­cialis) II Uni­ver­sity of ­Naples, ­Naples, ­Italy

Obiettivo. L’obiettivo del lavoro è quello di stabilire la più utile condotta terapeutica nei casi di ischemia critica cronica degli arti inferiori (ICCAI), al fine di ottenere il salvataggio d’arto.
Metodi. Nel lavoro vengono illustrati i dati dei casi da noi osservati nell’ICCAI in 239 pazienti con età avanzata, > a 70 anni, nel periodo gennaio 1989-luglio 1998. La selezione dei casi è stata basata sostanzialmente sui criteri dell’“European Consensus” 1, tenendo conto, però, delle peculiarità cliniche che ogni singolo caso può presentare e che possono anche richiedere un approccio che si discosta da quello dettato dalle linee-guida. I pazienti sono stati trattati con terapia chirurgica, quando possibile, scegliendo il tipo di intervento a seconda delle varie indicazioni; i pazienti non suscettibili di trattamento chirurgico sono stati sottoposti a terapia conservativa. Il fine preso in considerazione è stato il salvataggio d’arto ed il follow-up è stato valutato ad un anno.
Risultati. La valutazione dei pazienti ad un anno ha evidenziato: nei pazienti sottoposti a sola terapia conservativa si è ottenuto il salvataggio d’arto nel 51% dei casi; in quelli sottoposti ad applicazione di bypass (femoro-popliteo o femoro-tibiale anteriore) la percentuale di salvataggio d’arto è stata del 71%, mentre nei casi in cui al bypass è stata associata una simpaticectomia lombare (L2-L3) è stata del 74%, nei casi di sola ganglionectomia lombare si è avuto salvataggio d’arto nel 59% dei casi; nei casi sottoposti a profundoplastica si sono avuti risultati favorevoli nel 52% dei casi, mentre nei casi di tromboendoarteriectomia nel 61%. I decessi registrati, ad un anno, nella casistica chirurgica globale sono stati 5, mentre quelli riscontrati tra i pazienti sottoposti a sola terapia conservativa sono stati 4.
Conclusioni. Nella situazione clinica considerata, che, in fin dei conti, si può collocare nel III o IV stadio di Fontaine, la terapia medica, da sola, non appare in grado di fornire risultati soddisfacenti e duraturi. Essa è stata praticata quando i pazienti, per condizioni cliniche generali o per inadeguatezza degli assi vascolari, non erano suscettibili di trattamento chirurgico. I risultati ottenuti indicano che, nelle ischemie critiche, la terapia chirurgica diretta e/o indiretta, quando è attuabile, rappresenta una valida tattica terapeutica, in grado di condurre al salvataggio dell’arto.

lingua: Inglese, Italiano


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