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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 Dicembre;7(4):267-78

lingua: Inglese, Italiano

Il trattamento delle infezioni protesiche del distretto aorto-iliaco mediante utilizzazione delle vene femorali superficiali autologhe

Mangialardi N., Tuccimei I., Serrao E., Costa P., Cavazzini C., Giordano A. G., Podda I., Ramacci R., Iovino C.

From the Vascular Surgery Operating Unit, San Filippo Neri Hospital, Rome, Italy


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Obiettivo. Valutare i risultati immediati ed a distanza del trattamento delle infezioni protesiche del distretto aorto-iliaco mediante asportazione totale della protesi infetta e rivascolarizzazione degli arti inferiori mediante vene femorali superficiali autologhe.
Metodi. Studio retrospettivo su 9 pazienti con diagnosi di infezione protesica del distretto aorto-iliaco sottoposti, presso l’U.O. di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Complesso Ospedaliero San Filippo Neri di Roma, ad intervento chirurgico (d’elezione in 8 dei 9 pazienti; d’urgenza in un solo caso) di asportazione della protesi e rivascolarizzazione degli arti inferiori mediante vene femorali superficiali autologhe tra gennaio 1994 e marzo 2000.
Risultati. Si è verificato un solo decesso (11,1%) in decima giornata postoperatoria, per cause cardiache, in un paziente con fistola aorto-enterica secondaria associata, operato in regime d’urgenza. Ad un follow-up medio di 20,7 mesi (range 1-73) non ci sono state reinfezioni; la pervietà degli innesti venosi autologhi ed il salvataggio d’arto sono stati ottenuti in tutti i casi. Nessun paziente ha presentato nel follow-up segni clinici e strumentali di insufficienza venosa cronica.
Conclusioni. Le vene femorali superficiali autologhe sono sostituti arteriosi in grado di assicurare dei risultati efficaci e duraturi anche quando impiantate in situ, a livello del focolaio settico ed il loro impiego non comporta complicanze significative a carico del sistema venoso.

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