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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 September;7(3):215-24

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

La TEA carotidea (Nostra esperienza nell’ultimo decennio)

Pulli R., Dorigo W., Barbanti E., Izzo F., Turini F., Azas L., Pratesi C.

From the Department and School of Specialisation in Vascular Sugery University of Florence, Italy


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Obiettivo. Valutare, nella nostra esperienza, i cambiamenti nelle indicazioni e nella tattica e tecnica chirurgica nel corso dell’ultimo decennio di chirurgia della carotide extracranica.
Metodi. Dal 1 gennaio 1990 al 31 dicembre 1998 sono stati eseguiti 2309 interventi di endoarteriectomia carotidea. Lo studio è stato condotto in maniera prospettica, inserendo i dati dei pazienti al momento dell’intervento chirurgico su un apposito data-base. In particolare abbiamo preso in considerazione l’età, la sintomatologia neurologica preoperatoria, il grado di stenosi della carotide operata, il monitoraggio intraoperatorio, il tipo di ricostruzione, la mortalità e la morbilità neurologica peroperatoria.
Risultati. Abbiamo constatato che si sono attuati notevoli cambiamenti in termini di: età: circa il 5% dei pazienti operati nella seconda metà degli anni ’90 presentavano un’età uguale o superiore ad 80 anni, mentre nei primi anni ’90 gli ultraottantenni rappresentavano dei casi eccezionali; indicazioni: l’indicazione è stata posta, negli ultimi anni, quasi esclusivamente per stenosi pari o maggiori del 60%. La percentuale di soggetti asintomatici, assumendo come asintomatico il paziente che non riferisce una sintomatologia neurologica specifica nei 6 mesi precedenti all’intervento, ha superato, negli ultimi due anni, il 50% della nostra casistica; tipo di ricostruzione: si è largamente preferito l’utilizzo del patch di allargamento; monitoraggio intraoperatorio e mezzi di protezione cerebrale: l’utilizzo dei PES ha permesso di ridurre l’incidenza di uso dello shunt al di sotto del 10%. I risultati in termini di mortalità e morbilità neurologica maggiore sono risultati soddisfacenti, restando quasi sempre sotto la soglia del 2%.
Conclusioni. La chirurgia della carotide ha subito, nella nostra esperienza, alcuni cambiamenti negli anni ’90. Tali cambiamenti non hanno influenzato i nostri risultati in termini di mortalità e morbilità neurologica. L’intervento chirurgico trova indicazioni precise nel paziente portatore di una stenosi emodinamica della carotide extracranica e può essere proposto nell’ottuagenario e nel paziente asintomatico, a patto che i propri risultati siano soddisfacenti.

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