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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 June;7(2):115-24

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Trattamento endovascolare delle stenosi anastomotiche distali nei bypass sottoinguinali

Domanin M., Costantini A., Gabrielli L., Lorenzi G., Molinari A., Crippa M., Agrifoglio G.

From the Institute of Vascular Surgery and Angiology Milan University, Milan, Italy


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Obiettivo. La complicanza tardiva che più frequentemente conduce al fallimento degli interventi di bypass sottoinguinali è costituita dalla trombosi, per fenomeni di iperplasia miointimale in sede di anastomosi distale o per evoluzione della malattia aterosclerotica. La chirurgia endovascolare trova indicazione nella correzione di queste lesioni data la complessità dei reinterventi a questo livello.
Metodi. Sono stati sottoposti a studio comparativo retrospettico 20 pazienti sottoposti a PTA dell’anastomosi distale dopo trombectomia di bypass sottoinguinale nel periodo gennaio 1998/marzo 1999. Gli interventi sono stati eseguiti in 12 casi a livello del segmento sopragenicolare (11 con bypass alloplastico, 1 con bypass in vena) e 8 del segmento sottogenicolare (1 con bypass alloplastico e 7 in vena safena). In 5 casi di bypass alloplastico è stato posizionato uno stent.
Risultati. L’analisi statistica calcolata con test di Kaplan-Meyer ha evidenziato la pervietà totale immediata del 75% e, a 36 mesi, del 48,7%, con salvataggio dell’arto del 95% e dell’ 83,3%, rispettivamente. In particolare nel distretto sopragenicolare la pervietà primaria e a 36 mesi è risultata del 75% e del 37,5% contro il 75% e 62,5% del distretto sottogenicolare.
Conclusioni. I risultati di pervietà delle procedure endovascolari eseguite come «redosurgery» possono risultare meno efficaci in termini di pervietà rispetto alle procedure primarie. Tuttavia se si considerano le difficoltà tecniche correlate alle procedure chirurgiche aperte di reintervento, i risultati, soprattutto se valutati in termini di salvataggio d’arto, sono da considerarsi soddisfacenti.

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