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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 Giugno;7(2):81-93

lingua: Inglese, Italiano

Aneurismi dell’aorta addominale rotti cronici tamponati

Ippoliti A., Lorido A., Battistini M., Marchetti T., Pistolese G. R.

From the Department of Postgraduate School of Vascular Surgery “Tor Vergata” University of Rome, Rome, Italy


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Obiettivo. Valutare, sulla base della nostra esperienza di 12 pazienti con rottura cronica tamponata (RCT) di un aneurisma dell’aorta addominale, il meccanismo eziopatogenetico, le manifestazioni cliniche, la diagnosi ed i risultati del trattamento chirurgico.
Metodi. Dal gennaio 1990 al giugno 1999 sono stati sottoposti ad intervento chirurgico per aneurisma dell’aorta addominale 768 pazienti: 662 (86,2%) in elezione e 106 (13,8%) in urgenza. Seicentocinquantaquattro (85,1%) presentavano un aneurisma senza fissurazione o rottura (gruppo A), 102 (13,3%) in fase di rottura (gruppo B) e 12 (1,6%) con RCT (gruppo C). Sono stati confrontati l’età, il sesso, i fattori di rischio, la patologia vascolare associata ed il risultato del trattamento chirurgico dei tre gruppi; sono state esaminate inoltre le caratteristiche anatomo-cliniche dei pazienti con RCT.
Risultati. Non si sono avute differenze statisticamente significative nei 3 gruppi sia per quanto riguarda i fattori di rischio che la patologia vascolare associata. I pazienti con RCT sono più frequentemente normotesi e mostrano un ematoma retroperitoneale di dimensioni ridotte rispetto ai pazienti del gruppo B. La mortalità operatoria del gruppo A, B e C è stata rispettivamente del 3, 41,2 e 8,3%.
Conclusioni. La RCT, per la possibile evoluzione verso la rottura libera, necessita di diagnosi e trattamento tempestivi. L’esame TC è la metodica diagnostica più affidabile. Il paziente con RCT risulta più spesso normoteso e presenta un ematoma retroperitoneale di dimensioni contenute rispetto a quelli con aneurisma rotto. È opportuno posizionare un drenaggio retroperitoneale, effettuare un esame colturale dell’ematoma ed effettuare controlli postoperatori più serrati come profilassi dell’infezione protesica.

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