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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2000 Marzo;7(1):1-12

lingua: Inglese, Italiano

Estensione dell’indicazione del bypass femoro-femorale crossover (Utilità della PTA dell’asse iliaco donatore)

Ippoliti A., Ascoli Marchetti A., Di Giulio L., Raimondo Pistolese G.

From the Department of Postgraduate School of Vascular Surgery “Tor Vergata” University of Rome, Rome, Italy


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Obiettivo. Estensione dell’indicazione del bypass femoro-femorale «crossover» ai pazienti con lesioni ostruttive dell’asse iliaco donatore suscettibili di PTA.
Metodi. Abbiamo valutato 10 pazienti trattati, tra il marzo 1988 ed il marzo 1999, mediante bypass femoro-femorale «crossover» dopo PTA dell’asse iliaco donatore: 3 al II stadio B con autonomia di marcia estremamente ridotta; 3 con dolori a riposo; 4 con lesioni trofiche. Età media: 67 anni. È stato eseguito uno studio ultrasonografico ed arteriografico digitale. La rivascolarizzazione extra-anatomica è stata suggerita, in 9 pazienti, da un alto rischio chirurgico globale; da difficoltà tecniche locali in 1. La media dell’indice pressorio caviglia/braccio era di 0,72 all’arto donatore (min 0,65-max 0,81) e di 0,29 (min 0,23-max 0,42) all’arto ricevente. Otto stenosi dell’iliaca comune (80%) e 2 (20%) dell’iliaca esterna sono state trattate con PTA; in 8 casi è stato posizionato uno stent endoluminale. Follow-up medio di 56 mesi.
Risultati. Nessuna complicanza immediata è riportata dopo il trattamento endovascolare: l’indice pressorio medio caviglia/braccio dell’asse iliaco donatore è salito a 0,88, dopo PTA; a 0,54, all’arto ricevente, dopo bypass. In tre casi è aumentata l’autonomia di marcia; in due il dolore a riposo è scomparso; la lesione trofica è guarita in tre. Si sono rese necessarie 2 (20%) amputazioni maggiori, a 18 e 22 mesi, in pazienti diabetici.
Conclusioni. Il bypass femoro-femorale «crossover» costituisce una valida alternativa in pazienti con alto rischio chirurgico. La PTA dell’asse iliaco donatore, incrementando l’in-flow, garantisce la pervietà protesica ed una buona perfusione degli arti.

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