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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 1999 Settembre;6(3):161-79

lingua: Inglese, Italiano

Terapia farmacologica dopo endoarterectomia carotidea: eparina, sulodexide, ticlopidina

Stella A., Tarantini S. *, Palareti G. **, Legnani C. **, Ferrari P. ***, Mirelli M., D'Addato M.

From the Department of Vascular Surgery University of Bologna, Italy
* Vascular Surgery Operating Unit “Infermi” Hospital, Rimini, Italy
** Division of Angiology and Coagulation Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna, Italy
*** Medical Service, Alfa Wassermann, Bologna, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. L’intervento di endoarterectomia carotidea è seguito solitamente da terapia farmacologica per prevenire l’insorgenza dell’iperplasia miointimale e ridurre l’incidenza della ristenosi. A tale scopo abbiamo effettuato uno studio prospettico su tre differenti farmaci: eparina e sulodexide per l’attività di inibizione sulle cellule muscolari lisce, ticlopidina per l’attività antiaggregante.
Metodi. I pazienti, con placca complicata e/o stenosi emodinamica (>75%), sia sintomatici che asintomatici, sono stati randomizzati in 3 differenti gruppi di terapia: gruppo A, 20 pazienti, trattato con ticlopidina 250 mg ×2/die; gruppo B, 20 pazienti, terapia con sulodexide 1200 ULS/die per 1 mese e poi 500 ULS/die; gruppo C, 19 pazienti, terapia con eparina calcica 5000 UI×3/die, sostituita dopo 15 giorni da ticlopidina 250 mg×2/die. La durata di ciascuna terapia è stata complessivamente di sei mesi.
Risultati. Nei 51 pazienti valutabili l’ispessimento miointimale (espresso come restringimento tra il l0 ed il 20% del diametro della carotide interna) si è verificato, senza differenze significative, in 7 (37%) casi nel gruppo A, in 4 (25%) casi nel gruppo B ed in 3 (19%) casi nel gruppo C, in tale gruppo si è avuta una ristenosi della carotide interna. L’esiguità della casistica non ha consentito di rilevare differenze statisticamente significative correlando i fattori di rischio con le lesioni morfologiche, nonostante le differenze numeriche. I risultati ematologici hanno evidenziato un allungamento significativo dell’aPTT nel gruppo C (fase con eparina) nel quale si sono verificati 5 ematomi nei primi 7 giorni postintervento. Inoltre si è avuto 1 ematoma nel gruppo A e nessuno nel gruppo B.
Conclusioni. Il minor numero di ispessimenti si sono avuti nei trattamenti con farmaci della classe dei glicosaminoglicani, anche se, per l’esiguità della casistica, non si è raggiunta la significatività statistica, inoltre si è evidenziato come l’eparina, allungando il tempo di coagulazione, possa comportare un maggior rischio di ematomi.

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