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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 1999 June;6(2):93-103

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Indicazioni e limiti della chirurgia endovascolare del distretto sottogenicolare

Domanin M., Lorenzi G., Gabrielli L., Costantini A., Molinari A., Sala P., Agrifoglio G.

From the Institute of Vascular Surgery and Angiology University of Milan, Italy


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Obiettivo. Analisi retrospettiva dei risultati della terapia endovascolare nel trattamento delle lesioni primitive e postchirurgiche delle arterie distali.
Metodi. Cinquantacinque pazienti sottoposti a trattamento endovascolare dell’arteria poplitea sottogenicolare, delle arterie tibiali o di pregressi bypass femoro-distali. La popolazione è stata stratificata sulla base dell’associazione o meno ad interventi di rivascolarizzazione [28 (51,0%) vs 27 (49,0%)] oppure considerando gli interventi di «redo-surgery» o gli interventi primari [21 (38,1%) vs 34 (61,9%)].
Risultati. II successo tecnico immediato della procedura è stato ottenuto nel 67,3% dei casi con una pervietà a 2 anni del 38,2%. In caso di sola procedura endovascolare il successo clinico immediato è stato del 78,1% e del 53,0% a 2 anni. Nelle procedure endovascolari associate a chirurgia convenzionale la pervietà immediata è del 62,5% (p<0,001) e del 16,2% a 2 anni (p<0,001). Nelle procedure primarie, il successo clinico immediato è risultato del 73,9% e del 48,3% a 2 anni. Il risultato immediato delle procedure di reintervento è stato del 52,2% (p<0,001) e del 19,2% a 2 anni (p<0,001). Il salvataggio d’arto, in caso di procedura di «redo-surgery», è risultato dell’82,6% nell’immediato postoperatorio e del 61,4% a 2 anni contro rispettivamente l’87,5% (n.s.) nell’immediato postoperatorio ed il 68,6% a 2 anni (n.s.) negli interventi primari.
Conclusioni. Le lesioni primitive segmentarie possono essere trattate con buoni risultati sia di pervietà immediata che a distanza mentre in caso di procedure associate o di «redo-surgery» i risultati sono validi se valutati in termini di salvataggio d’arto.

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