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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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STORIA DELLA CHIRURGIA VASCOLARE: I PERSONAGGI, LE TECNICHE, LE INTUIZIONI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 1999 March;6(1):67-82

lingua: Inglese, Italiano

Su due casi di aneurisma giudicato dell’arteria innominata operati da Luigi Porta nel 1871

Argenteri A., Odero A.

From the Faculty of Vascular Surgery Pavia University, Pavia, Italy


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La figura di Luigi Porta (1800-1875), professore di Clinica e Terapia Chirurgica presso l’Università di Pavia, spicca nel panorama chirurgico della seconda metà del diciannovesimo secolo per le sue intuizioni e studi in ambito vascolare. Caposaldo in tale ambito resta il suo libro «Delle alterazioni patologiche delle arterie per la legatura e torsione» dove vengono sperimentalmente studiati su animali, in tutti i distretti arteriosi, i circoli collaterali vicarianti un’occlusione. A tali studi si affiancano numerosi lavori di indole vascolare; tali aspetti derivanti da un’impronta di Scuola (allievo di Antonio Scarpa, autore di una, fondamentale per l’epoca, monografia «Sull’aneurisma») fanno di Porta uno degli antesignani della chirurgia vascolare italiana. Il suo magistero (1832-1875) si snoda in un periodo denso di mutazioni politiche e sociali, quali lo sfaldamento del regno lombardo veneto e l’avvento del regno italico, e di fermenti scientifici.
Alla luce delle cognizioni dell’epoca sugli aneurismi e sul loro trattamento, ancora limitato alla legatura distale della sacca, viene riletto e commentata la sua pubblicazione del 1871 «Aneurisma giudicato dell’arteria innominata operato col metodo di Brasdor della legatura della carotide e della succlavia divenuto letale pel flemmone del collo». Nel lavoro il Porta descrive un caso di sospetto aneurisma del tronco brachiocefalico in fase di fissurazione trattato con legatura della carotide comune e succlavia destre e deceduto per rottura in assenza di trombosi endosacculare. Alla luce del riscontro autoptico di aneurisma aortico toracico rotto, di probabile natura luetica, il Porta si interroga, in maniera molto obiettiva, sugli aspetti clinici che hanno determinato una falsa diagnosi e reso inefficace l’indicazione chirurgica.

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