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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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EDITORIALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 1998 March;5(1):9-19

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lingua: Inglese, Italiano

Aterosclerosi (Metabolismo lipidico e alterazioni molecolari a livello della parete arteriosa)

Petruzzo P., Brotzu G.

From the Department of Surgical Sciences and Organ Transplantation Chair of Vascular Surgery University of Cagliari, Cagliari, Italy


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L’aterosclerosi è una malattia progressiva a carico delle arterie che diviene sintomatica soprattutto in età avanzata. Infatti, sebbene le lesioni aterosclerotiche si possano evidenziare anche nei bambini si è osservata una stretta correlazione tra l’età dei soggetti e la gravità delle lesioni aterosclerotiche. Si è inoltre notata una maggiore incidenza di tali lesioni a livello di determinati segmenti arteriosi quali aorta addominale sottorenale, a. iliache e femorali, biforcazione carotidea, a. coronarie, senza che si sia riusciti a spiegare ciò solamente con la correlazione tra forma del vaso, caratteristiche del flusso ematico e presenza appunto di placca aterosclerotica. Si suppone che il processo aterosclerotico abbia inizio in seguito ad un «insulto» di varia natura a carico dell’endotelio, al quale segue un processo infiammatorio con risposta riparativa di tipo fibroproliferativo che, a causa del suo ripetersi negli anni, diviene «eccessiva» e come tale patologica. Nelle sue varie forme evolutive la lesione aterosclerotica presenta una serie di elementi cellulari determinanti nella genesi della placca, quali macrofagi, linfociti-T e fibrocellule muscolari lisce che ne costituiscono il core, ma anche le cellule endoteliali e le piastrine giocano, insieme alle citochine ed a numerosi fattori di crescita, un ruolo importantissimo sia nella genesi che nell’evoluzione del processo aterosclerotico. A livello delle lesioni aterosclerotiche si è osservato un netto aumento del contenuto di lipidi, soprattutto esteri del colesterolo, in particolare in quelle zone dove vi è stata una proliferazione delle cellule endoteliali di tipo riparativo. Infatti, questo accumulo di lipidi sembra la conseguenza di un’alterazione della parete arteriosa a prescindere dal loro livello plasmatico. Conseguentemente, si suppone un aumentato «uptake» di lipidi, LDL, da parte delle cellule endoteliali rigenerate o un aumento della sintesi endogena di colesterolo e/o della sua esterificazione nelle cellule della parete arteriosa che vanno incontro a proliferazione. Le cellule endoteliali sono capaci di modificare le LDL in oxLDL affinché diventino riconoscibili per gli «scavanger receptors» dei monociti che sarebbero perciò in grado di fagocitarle. L’aumentato «uptake» e metabolismo delle LDL sembra essere legato alle necessità metaboliche e proliferative della parete arteriosa. Recenti studi hanno infatti evidenziato un possibile ruolo del gene MDR-1 (multidrug resistance gene) che determina la sintesi della glicoproteina-P, che pare essere coinvolta nel trasporto del colesterolo verso il reticolo endoplasmatico rugoso dove viene esterificata dall’enzima ACAT. Questo gene MDR-1 è espresso nella parete arteriosa di tutti i soggetti e tale espressione è direttamente correlata sia all’età che all’eventuale presenza di lesioni aterosclerotiche.

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