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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2010 Dicembre;60(4):233-8

lingua: Inglese

La stadiazione chirurgica è un importante fattore prognostico nel carcinoma del rino-faringe

Fontan Köhler H., Lopes Carvalho A., Hideki Suzuki S., Kowalski L. P.

1 Department of Head and Neck Surgery, Otolaryngology, Hospital A. C. Camargo, São Paulo, Brazil
2 Department of Head and Neck Surgery, Hospital Pio XII, Barretos, Brazil
3 Department of Neurosurgery, Hospital A. C. Camargo, São Paulo, Brazil


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Obiettivo. L’obiettivo di questo studio era di riportare una serie retrospettiva proveniente da un singolo Istituto per definire i fattori prognostici per i carcinomi a cellule squamose mascellari e per proporre un nuovo sistema di stadiazione chirurgico. Le misurazioni di outcome includono i fattori prognostici per la recidiva locale e a distanza dei carcinoma a cellule squamose del seno mascellare.
Metodi. Novantasei pazienti trattati con intento curativo tra gennaio 1985 e dicembre 2005 sono stati inclusi nello studio. È stata condotta l’analisi di sopravvivenza univariata e multivariata. I pazienti sono stati stadiati dopo l’intervento chirurgico in base all’estensione chirurgica e allo stato dei margini.
Risultati. Ventiquattro pazienti sono stati sottoposti al solo intervento chirurgico, 43 a intervento chirurgico e radioterapia postoperatoria e 29 a sola radioterapia. Nei pazienti trattati chirurgicamente, lo stadio T3/T4a, l’estensione al seno etmoidale, l’invasione linfatica, l’invasione neurale, il coinvolgimento dei margini chirurgici e l’invasione ossea erano fattori predittivi prognostici nell’analisi univariata. All’analisi multivariata, soltanto i margini chirurgici positivi rimanevano significativi per la sopravvivenza. Il rischio di recidiva locale aumentava in caso di margini chirurgici invasi e di invasione ossea e neurale. All’analisi multivariata, soltanto i margini chirurgici invasi rimanevano significativi. Non sono emersi fattori significativi nel gruppo della radioterapia relativamente al tasso di recidiva locale o di sopravvivenza globale. I pazienti sottoposti a trattamento chirurgico avevano una sopravvivenza migliore di quelli trattati con radioterapia (P=0,0032). I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi in base alla stadiazione postoperatoria e questa variabile si è dimostrata statisticamente significativa per la recidiva e la sopravvivenza.
Conclusioni. Il trattamento chirurgico oncologico deve essere considerato l’opzione terapeutica di prima scelta nei pazienti affetti da carcinoma del rino-faringe. I risultati a lungo termine del trattamento non chirurgico sono scarsi. La stadiazione chirurgica postoperatoria potrebbe essere utile nella definizione della prognosi.

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