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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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REVIEW  AGGIORNAMENTI IN OTORINOLARINGOLOGIA


Otorinolaringologia 2010 June;60(2):35-52

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Malattia di Meniere: stato dell’arte

Mancini F. 1, Sacchi M. 1, Monti B. 1, Paparella M. M. 2

1 Otorinolaringoiatri Associati, Turin, Italy 2 Minnesota Ear Head and Neck Clinic, Minneapolis, MN, USA


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La malattia di Meniere è una patologia cronica che causa una triade di sintomi vestibolari, sintomi cocleari e sensazione di pressione e di orecchio ovattato. Lo studio della storia naturale della patologia nei pazienti facilita la comprensione della patologia stessa e contribuisce al miglior trattamento. È pressoché universalmente accettato che il correlato patologico della malattia di Meniere consiste nell’idrope endolinfatica. Le manifestazioni della malattia di Meniere possono essere atipiche, del tipo cocleare e vestibolare, per molti anni prima di acquisire le tipiche caratteristiche della patologia, tuttavia in alcuni casi le forme atipiche non si sviluppano ulteriormente. L’idrope può formarsi per un difetto di riassorbimento o per sovraproduzione di endolinfa con flusso longitudinale in direzione del dotto e del sacco endolinfatico. Il sacco sembrerebbe contribuire alla produzione di endolinfa direttamente o tramite la produzione di sostanze e ormoni che ne stimolano la secrezione. La base etiopatogenetica fondamentale e più importante risiede in un’”ereditarietà multifattoriale” che include fattori intrinseci o genetici come malformazioni anatomiche, la familiarità, la razza, modificazioni cromosomiche e di biologia molecolare, l’autoimmunità e l’otosclerosi. Tra i diversi fattori estrinseci, vi sono il trauma, l’otite media, la sifilide, le infezioni virali. Tutti questi fattori possono causare un malassorbimento dell’endolinfa, e conseguentemente, la formazione dell’idrope. La patogenesi dei sintomi si basa su disfunzioni di natura meccanica e biochimica. La terapia medica è ben conosciuta, ma non cura la patologia. Nei casi non responsivi, si può praticare la perfusione intra-timpanica di steroidi (trattamento conservativo) o di gentamicina (distruttivo). La chirurgia conservativa consiste in procedure che decomprimono il sacco endolinfatico. I nuovi farmaci, come gli antagonisti della vasopressina, e una miglior conoscenza del ruolo delle acquaporine nell’omeostasi dei liquidi dell’orecchio interno permetteranno in futuro un miglior trattamento di questi pazienti.

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