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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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REVIEW  NEOPLASIE DEL DISTRETTO CAPO-COLLO


Otorinolaringologia 2009 September;59(3);133-40

lingua: Inglese

Stadiazione del cancro del distretto capo-collo. Revisione della letteratura

Allis T., Lydiatt W.

Head and Neck Surgical Oncology, Department of Otolaryngology-Head and Neck Surgery, University of Nebraska Medical Center, Omaha, Nebraska, Nebraska Methodist Hospital, Omaha, NE, USA


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Il carcinoma del distretto capo-collo è diffuso pressoché in tutto il mondo. Il carcinoma a cellule squamose (SCC) che rende conto di più del 90% delle neoplasie maligne del distretto capo-collo, si sviluppa all’interno di diverse sedi anatomiche e si comporta in maniera differente rispetto a molti tumori solidi. 1 I fallimenti dei trattamenti sono più frequentemente dovuti a recidive locali o regionali piuttosto che a metastasi a distanza. La stadiazione accurata della neoplasia primitiva e dello stato linfonodale loco-regionale è, pertanto, cruciale nella valutazione della natura e del comportamento della malattia. Per tale motivo, a livello internazionale a partire sin dagli anni ‘30 sono stati istituiti gruppi di lavoro per lo sviluppo di linee guida per la stadiazione della malattia. L’obiettivo di queste organizzazioni è stato di raggruppare i pazienti affetti da carcinoma del distretto capo-collo accuratamente in base all’estensione locale, regionale e a distanza della malattia tumorale. Continue modifiche sono necessarie per rimanere aggiornati con i cambiamenti dei pattern di malattia e trattamento. Attualmente, il sistema di stadiazione del TNM è basato sulla sede anatomica e sulle dimensioni ed estensione della neoplasia, sulle dimensioni e numero di linfonodi loco-regionali e sulla presenza o assenza di diffusione di malattia a distanza, indici di resecabilità della malattia. Tuttavia, il sistema TNM è carente nel fatto che non incorpora le caratteristiche istologiche e genetiche che invece potrebbero predire in maniera più accurata la sopravvivenza del paziente. In futuro, l’incorporamento di caratteristiche genetiche, di associazioni virali e di concomitanti co-morbilità del paziente nei sistemi di stadiazione potranno portare dei vantaggi nelle opzioni terapeutiche e formulare in maniera più precisa la prognosi.

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