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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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Otorinolaringologia 2006 September;56(3):127-35

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il ruolo dell’endoscopio nell’evoluzione del trattamento chirurgico delle principali patologie rinosinusali e del basicranio: nozioni storiche, attualità e prospettive future

Pasquini E., Macrì G., Farneti P., Tenti G., Sciarretta V.

Unità di Otorinolaringoiatria Azienda Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi Università degli Studi di Bologna, Bologna


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La chirurgia rinosinusale è stata a lungo considerata “la cenerentola” tra le branche chirurgiche otorinolaringoiatriche probabilmente perché gli sforzi chirurgici e la loro morbilità non corrispondevano ad adeguati risultati clinici. Le scarse conoscenze di fisiopatologia nasale, gli inadeguati strumenti farmacologici e la difficoltà di visualizzazione endonasale hanno fatto sì che fino a pochi anni fa si imponessero approcci esterni a elevata morbilità con importante impatto emotivo sul paziente. Il perfezionamento dei sistemi ottici da parte di Harold Hopkins nel 1959, del sistema di trasmissione della luce messo a punto da Karl Storz nel 1960 e degli studi di fisiopatologia nasale applicata di Messerklinger negli anni successivi, hanno permesso di rivoluzionare l’approccio diagnostico e terapeutico alle affezioni rinosinusali. Successivamente, grazie all’evoluzione tecnologica, al miglioramento dell’imaging e alla collaborazione con altre discipline specialistiche quali radiologo-neuroradiologo, neurochirurgo e oftalmologo, si sono ampliate le indicazioni chirurgiche a patologie complesse quali l’atresia coanale, i mucoceli, le patologie tumorali naso-sinusali, le patologie espansive sellari, parasellari e del clivus, le fistole rinoliquorali, i meningoencefaloceli e l’oftalmopatia distiroidea.
Scopo di questo lavoro è descrivere attraverso un breve excursus storico i motivi per il quale l’endoscopio da “giocattolo interessante” è diventato strumento indispensabile, prima diagnostico poi chirurgico, non solo nelle principali patologie rinosinusali ma anche in quelle di confine.

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