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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2005 December;55(4):251-6

lingua: Italiano

Malformazioni del primo e del secondo arco branchiale: ricostruzione del padiglione auricolare con impianti osteointegrati

Cervelli V., Grimaldi M., Bottini D., ABrunelli A., Colicchia G., Baldessari E.

Clinica Chirurgica e Ricostruttiva Università degli studi di Roma Tor Vergata, Roma


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Obiettivo. Tra le malformazioni del primo e del secondo arco branchiale vengono annoverate anche la sindrome di Treacher-Collins (STC) e la microsomia emifacciale (ME), patologie caratterizzate da alterazioni delle strutture scheletriche e dei tessuti molli del volto. Le regioni anatomiche del distretto cefalico coinvolte in queste patologie possono essere interessate da forme molto lievi di malformazione, come l’ectopia dell’orecchio normoconformato, a forme molto gravi come la microtia e l’anotia. Fino ad oggi sono state messe a punto 2 differenti tecniche chirurgiche di ricostruzione che prevedono, in un caso, l’utilizzo di materiali autologhi, e nell’altro, l’impiego degli impianti osteointegrati in titanio su cui ancorare un’epitesi di silicone morbido riproducente, nei casi in cui fosse già esistente, l’orecchio controlaterale. In questo lavoro, gli Autori espongono la loro esperienza sulla ricostruzione del padiglione auricolare con la tecnica implantologica.
Metodi. Due pazienti affetti dalla STC e 6 affetti da ME, con un’età media di circa 13 anni, sono stati sottoposti a ricostruzione del padiglione auricolare con la tecnica implantologica. In 3 casi, 1 STC e 2 ME, c’era già stato un tentativo di ricostruzione con materiali autologhi che aveva dato scarsi risultati. Il campione in esame è stato sottoposto a intervento chirurgico per l’applicazione di impianti osteointegrati tipo Branemark.
Risultati. Con questa tecnica sono stati ottenuti risultati soddisfacenti in tutto il campione in esame.
Conclusioni. Gli Autori ritengono che l’implantologia osteointegrata possa essere utilizzata come tecnica ricostruttiva primaria, qualora si voglia ottenere un risultato estetico sicuro, o che possa essere una valida alternativa nei casi di fallimento ricostruttivo con materiali autologhi.

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