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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2004 December;54(4):193-8

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Valutazione della funzione neuroautonomica nella malattia di Ménière

Giuliano D. A. 1, Costanza G. 2, Di Gregoli A. 2, Barone G. 2, Carella S. 2, Galioto A. 2, Gallina S. 1, Gargano R. 1, Speciale R. 1, Restivo S. 1

1 Clinica Otorinolaringoiatrica Università degli Studi di Palermo, Palermo
2 Divisione di Medicina Interna II Università degli Studi di Palermo, Palermo


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Obiettivo. La disfunzione neuroautonomica viene annoverata tra i principali fattori predisponenti all’insorgenza delle crisi vertiginose della malattia di Ménière (MM).
Scopo del lavoro è indagare la prevalenza di tale condizione nei pazienti affetti da MM, cercando altresì di chiarirne il ruolo nell’eziopatogenesi della suddetta labirintopatia.
Metodi. Sono stati reclutati 20 pazienti (10 di sesso maschile, 10 di sesso femminile; età media±DS: 40,4±8,1; range 34-54 anni) affetti da MM.
I pazienti, dopo valutazione delle condizioni generali mediante l’esecuzione di esami ematochimici, cardioangiologici e otoneurologici di routine, sono stati sottoposti allo studio del bilancio simpato-vagale sia tramite test tradizionali (deep breathing, lying to standing, Valsalva ratio, hand grip, ricerca dell’ipotensione ortostatica) che mediante registrazione ECG Holter nel breve termine.
Quest’ultima consente di compiere, previa elaborazione digitale dei dati, l’analisi dello spettro di potenza della variabilità spontanea della frequenza cardiaca, le cui componenti sono: LF (low frequency), la quale riflette la modulazione ortosimpatica, ed HF (high frequency), esito dell’attività vagale.
Un rapporto LF/HF prossimo all’unità denota un regolare bilanciamento tra le 2 componenti del sistema neuroautonomico, mentre valori superiori o inferiori all’unità indicano rispettivamente condizioni di ipertono simpatico o vagale.
Tale valutazione è stata effettuata in ogni paziente in due fasi distinte:in fase sub-acuta (entro 4 giorni dalla crisi vertiginosa) ed in fase di ribasalizzazione (dopo 10 giorni dalla cessazione dei sintomi vestibolari).
Risultati. In fase sub-acuta, il 100% (20/20) dei soggetti in esame presentava un rapporto LF/HF>2. In fase di ribasalizzazione, solo nel 10% (2/20) degli stessi tale rapporto si approssimava all’unità. I test cardiovascolari tradizionali, in fase subacuta, mostravano valori patologici nel 95% (19/20) dei casi mentre nel 5% (1/20) valori normali. In fase di ribasalizzazione, i valori erano patologici nel 75% (15/20) dei casi, normali nel 25% (5/20).
Conclusioni. La prevalenza di turbe neuroautonomiche nei soggetti affetti da MM risulta elevata sia a breve distanza dalla crisi che in fase intercritica, a conferma del rilievo che esse rivestono nell’eziologia di tale labirintopatia, sebbene i meccanismi fisiopatologici con i quali la distonia neurovegetativa favorisce l’insorgenza delle vertigini non siano stati ancora adeguatamente chiariti.

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