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Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
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Otorinolaringologia 2004 Marzo;54(1):41-5

 ARTICOLI ORIGINALI

Prevalenza dei linfociti subepiteliali reattivi CD30-positivi nelle biopsie tonsillari da pazienti affetti da mononucleosi infettiva rispetto ai pazienti affetti da tonsillite ricorrente cronica

Tamiolakis D. 1, Arvanitidou V. 2, Thomaidis V. 3, Tsamis J. 4, Jivannakis T. 5, Kotini A. 6, Papadopoulos N. 5

1 Departments of Cytology, Regional Hospital Alexandroupolis, Greece
2 Department of Pediatrics, Democritus University of Thrace Alexandroupolis, Greece
3 Department of Maxillofacial Surgery, Regional Hospital Alexandroupolis, Greece
4 Department of Pathology, General Hospital, Drama, Greece
5 Department of Histology-Embryology Democritus University of Thrace, Alexandroupolis, Greece
6 Department of Medical Physics Democritus University of Thrace, Alexandroupolis, Greece

Obiettivo. Si ritiene che l’antigene CD30 (Ber-H2) sia espresso a livello delle cellule ematopoietiche, incluse le cellule del linfoma anaplastico a grandi cellule recentemente descritto, le cellule di Reed-Sternberg della malattia di Hodgkin e le grosse cellule parafollicolari disperse nei tessuti linfatici normali. A partire dalla sua prima descrizione, sono stati pubblicati diversi lavori che riportano l’espressione del CD30 a livello delle cellule non ematopoietiche e delle cellule maligne, come i macrofagi di origine umana in colture cellulari, le cellule decidue dell’uomo, le cellule neoplastiche di tipo istiocitario, le cellule del mesotelioma, le cellule del carcinoma embrionario e le cellule del seminoma. La mononucleosi infettiva è determinata da una infezione primitiva da virus di Epstein-Barr e rappresenta una causa frequente di linfoadenopatia, che può simulare il linfoma maligno. Le tonsille provenienti da pazienti affetti da mononucleosi infettiva acuta mostrano una importante proliferazione immunoblastica, accompagnata da una pletora di cellule di tipo Reed-Sternberg e di cellule infiammatorie polimorfe. Il termine di tonsillite cronica viene utilizzato da molti anatomopatologi per descrivere l’iperplasia linfoide di tonsille rimosse chirurgicamente. La mancanza di chiari elementi di differenziazione tra le 2 entità ci ha incoraggiati a studiare le sottopopolazioni linfocitarie nei campioni provenienti da biopsie tonsillari di pazienti affetti da linfoadenopatia sia positiva che negativa al virus di Epstein-Barr.
Metodi. Sono state eseguite biopsie tonsillari in 12 casi non equivoci, caratterizzati da riscontri clinici atipici e da un test per gli anticorpi esterofili negativo al momento del ricovero presso la nostra clinica. Nel corso dello studio, il test è stato ripetuto ed è risultato positivo in 6 casi, mentre nei rimanenti 6 pazienti sono stati nuovamente riscontrati valori negativi. In tutti i 12 casi, sono stati studiati i sottotipi delle popolazioni linfocitarie tonsillari subepiteliali, mediante l’analisi dell’espressione degli antigeni CD30, CD45RO e CD 20.
Risultati. È stata riscontrata una predominanza statisticamente significativa (p<0.001, test “t”) delle cellule positive al CD30 nei pazienti affetti da mononucleosi infettiva, rispetto ai pazienti affetti da tonsilliti ricorrenti croniche.
Conclusioni. Con il presente lavoro suggeriamo che un aumento del CD30 possa essere connesso a una maggiore espressione dell’antigene nucleare del virus di Epstein-Barr sugli immunoblasti.

lingua: Inglese


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