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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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REVIEWS  LA RINOSINUSITE CRONICA


Otorinolaringologia 2003 September;53(3):109-21

lingua: Inglese

Chirurgia dei seni endonasali nei pazienti affetti da rinosinusite cronica

Gosepath J., Mann W. J.

Departmen of Otol­a­ryn­gology, ­Head and ­Neck Sur­gery Uni­ver­sity of ­Mainz, ­School of Med­i­cine, ­Mainz, Ger­many


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La rinosinusite cronica sembra assumere una rilevanza sempre maggiore dal punto di vista epidemiologico. Al momento presente, la sua prevalenza è stimata pari al 14% della popolazione degli Stati Uniti. Nonostante siano stati fatti dei progressi per quanto riguarda la comprensione dell’eziologia della malattia, ad esempio grazie ai recenti risultati circa il livello talora impressionante dell’eosinofilia, o ancora circa il ruolo svolto dall’intolleranza all’aspirina e dai mediatori eicosanoidi, i precisi meccanismi fisiopatologici restano in gran parte oscuri. In seguito all’introduzione delle tecniche di indagine di tipo endoscopico e di tipo microscopico, la chirurgia dei seni endonasali si è evoluta, fino a diventare il trattamento di elezione per la rinosinusite cronica e per la poliposi nasale in tutti i casi in cui il trattamento di tipo conservativo non ha sortito effetti oppure ha determinato un sollievo solamente parziale o temporaneo. Con il passare del tempo, la tecnica chirurgica degli interventi a livello dei seni endonasali è stata descritta e analizzata da diversi ricercatori. Attualmente, lo stato dell’arte della tecnica chirurgica contempla la capacità di combinare le procedure di tipo microscopico e di tipo endoscopico. La preferenza di un singolo chirurgo nei confronti dell’una o dell’altra come tecnica standard è sicuramente correlata all’esperienza personale nell’utilizzare una delle due. Tuttavia, la combinazione di entrambe sembra apportare vantaggi consistenti, specialmente nella revisione dei casi particolarmente complessi. Il follow-up postoperatorio a lungo termine in gruppi numerosi di pazienti ha rivelato l’efficacia di un approccio ai seni endonasali di tipo mini-invasivo, rispetto a una procedura chirurgica di tipo radicale. Gli studi prospettici indicano che il miglioramento postoperatorio per quanto riguarda i sintomi nasali e la qualità della vita è identico dopo ambedue questi tipi di interventi caratterizzati dall’invasività limitata. I benefici apportati dagli sviluppi tecnologici, quali il potenziamento della strumentazione o la chirurgia guidata dal computer, sono ancora oggetto di accese controversie, ma sicuramente entrambi potrebbero rivelarsi assai utili se posti nelle mani di un chirurgo esperto, in special modo nell’ottica di minimizzare i traumi chirurgici, di risparmiare tempo nel corso dell’intervento e di sottolineare la necessità di effettuare una chirurgia endonasale che sia il meno invasiva possibile. Indipendentemente da tutti gli sviluppi tecnologici, in un moderno protocollo terapeutico per pazienti affetti da rinosinusite cronica e poliposi nasale, il trattamento chirurgico può rappresentare solamente una delle opzioni, nell’ambito di un complesso spettro terapeutico. Questo concetto deve essere applicato su scala individuale a ogni singolo paziente, tenendo in considerazione gli eterogenei aspetti eziologici della patologia che interessa questo particolare gruppo di pazienti.

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