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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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CASI CLINICI  


Otorinolaringologia 2002 Giugno;52(2):85-90

lingua: Italiano

Linfoadenopatie cervicali da malattia da graffo di gatto. Nostra esperienza

Tullio A. 1, Cudazzo S. 2, Corradi D. 3, De Riu G. 1

1 Cattedra di Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi di Sassari, Sassari
2 Cattedra di Chirurgia Speciale Odontostomatologica Università degli Studi di Parma, Parma
3 Dipartimento di Patologia e Medicina di Laboratorio Sezione di Anatomia Patologica Università degli Studi ed Ospedale Maggiore di Parma, Parma


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La malattia da graffio di gatto (cat scratch disease) costituisce la più comune causa di linfoadenopatia cervicale unilaterale nei bambini e nei giovani dopo quella infiammatoria reattiva.
Tale patologia viene trasmessa da alcuni animali che fungono da portatori sani o da semplici vettori.
Il microrganismo responsabile sarebbe la Bartonella henselae.
Gli Autori descrivono tre casi osservati e trattati chirurgicamente presso la Divisione di Chirurgia Maxillo-Facciale di Parma dal 1997, riguardanti soggetti giovani e tutti di sesso femminile, nonostante questa patologia abbia una lieve predominanza tra i maschi.
Il quadro clinico nei tre pazienti si presenta classicamente con una linfoadenopatia, prevalentemente sottomandibolare, evolvente verso la flogosi cronica colliquativa.
In tutti e tre i casi, vista l’inefficacia dell’antibioticoterapia, si è ricorsi all’asportazione chirurgica dei linfonodi coinvolti. La linfoadenectomia chirurgica consente oltre alla remissione clinica della patologia, di giungere alla diagnosi di certezza. Nei casi a localizzazione sottomandibolare si associa la scialoadenectomia della ghiandola, causa il suo costante coinvolgimento flogistico. Particolare attenzione deve essere posta in questi soggetti giovani, alla conservazione chirurgica dell’integrità della branca inferiore del nervo facciale, particolarmente indaginosa causa i ripetuti episodi suppurativi che ne alterano l’anatomia del primo livello cervicale.
Importanza viene posta dagli Autori alla diagnosi differenziale con le altre linfoadenopatie cervicali, soprattutto odontogene visto l’età dei pazienti, ed essendo l’approccio terapeutico antitetico.

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