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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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CASI CLINICI  


Otorinolaringologia 2002 March;52(1):27-9

lingua: Italiano

Malattia di Forestier associata a sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Descrizione di un caso clinico

Puzzuoli Fantoni A., Costa G., Mazzone A., Barillari U.

Seconda Università degli Studi - Napoli Servizio di Foniatria ed Audiologia


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La malattia di Forestier, disordine idiopatico ad eziologia sconosciuta che colpisce prevalentemente gli uomini (65%) con più di 50 anni (88%), è caratterizzata da un processo di ossificazione che coinvolge il tessuto connettivo paraspinale e il legamento spinale longitudinale anteriore prevalentemente del tratto cervicale della colonna vertebrale.
L’ipotesi patogenetica più accreditata è che l’ossificazione del legamento longitudinale anteriore possa essere dovuta alla formazione esuberante di osteofiti con successiva compressione del faringe e dell’esofago cervicale. La sindrome delle apnee notturna (OSAS) è correlata alla forma delle VAS ed in particolar modo è provocata dalla stenosi di quest’ultime quale conseguenza del collasso delle pareti faringee.
Riportiamo di seguito un caso clinico di associazione tra la malattia di Forestier e disturbi respiratori del sonno (stadio 2 secondo la classificazione dell’OSAS di Lugaresi), in cui la persistente irritazione meccanica dell’area retrolaringea in diretto contatto con le formazioni osteofitarie esitava in un prolasso della mucosa iteraritenoidea e periaritenoidea che si aggettava nel lume laringeo determinando disturbi respiratori quando il paziente assumeva la posizione supina e durate il sonno. Il paziente veniva operato in MLDS con laser CO2 di asportazione di prolasso mucoso delle pliche ariepiglottiche bilateralmente e interaritenoidea con una risoluzione dei disturbi respiratori del sonno. Il follow up ad un anno conferma che la strategia da noi adoperata ha notevolmente migliorato la qualità della vita del paziente anche se non ha risolto definitivamente la causa della sua malattia.

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