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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2002 Marzo;52(1):1-6

lingua: Italiano

Effetti della deafferentazione propriocettiva degli arti inferiori sul controllo posturale. Studio stabilometrico computerizzato

Saraniti C., Giuliano D. A. *, Caramanna C., Dispenza C.

Università degli Studi - Palermo Clinica Otorinolaringoiatrica R
*Clinica Otorinolaringoiatrica B


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Obiettivo. È noto che l’equilibrio statico e dinamico del soma è il risultato della fine integrazione nevrassiale di tre ordini di impulsi nervosi afferenti: visivi, vestibolari e propriocettivi. Indagini sperimentali e dati clinici hanno sottolineato la rilevanza del sistema propriocettivo nel determinismo delle corrette strategie posturali. Scopo: valutare il ruolo dei meccanocettori cutanei plantari e delle afferenze propriocettive muscolo-tendinee degli arti inferiori sul controllo posturale statico in soggetti non affetti da turbe dell’equilibrio ed esenti da fattori di rischio per le stesse.
Metodi. Sono stati reclutati 12 soggetti, 7 maschi e 5 femmine (età media±DS: 40±7,1; range 29-46 anni). L’indagine è stata condotta, mediante dispositivo stabilometrico statico, in quattro diverse condizioni: normofunzione di tutti e tre i sottosistemi preposti al mantenimento dell’equilibrio, anestesia plantare con soppressione delle afferenze provenienti dai meccanocettori indotta da trattamento ipotermizzante, esclusione delle afferenze propriocettive degli arti inferiori indotta da metodica ischemizzante, blocco sia delle afferenze plantari che di quelle muscolo-tendinee degli arti inferiori tramite metodica ipotermizzante ed ischemizzante combinata.
Risultati. In tutti i test sensibilizzati è stato rilevato un significativo incremento dell’ampiezza e delle frequenza delle oscillazioni, che diveniva particolarmente evidente nel test di associazione della metodica ipotermizzante con quella ischemizzante. I parametri numerici stabilometrici presentavano un andamento direttamente proporzionale all’entità di sensibilizzazione del test.
Conclusioni. Gli esiti del presente studio suggeriscono che sia i meccanocettori plantari che i propriocettori muscolo-tendinei degli arti inferiori contribuiscono in maniera determinante al mantenimento del corretto controllo posturale del soma. La loro soppressione riduce considerevolmente la quota di segnali afferenti da cui dipende l’efficienza del sistema posturale, dando luogo a deficit sensoriali per i quali il nevrasse non è in grado di attuare efficaci meccanismi di compenso.

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