Home > Riviste > Otorinolaringologia > Fascicoli precedenti > Otorinolaringologia 2001 December;51(4) > Otorinolaringologia 2001 December;51(4):165-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus


eTOC

 

CASI CLINICI  


Otorinolaringologia 2001 December;51(4):165-8

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Traumi chiusi della trachea. Un caso di lesione da «scoppio» in un bambino

Molteni G., Colombo L., Spinelli R. *, Cirla A. **

Azienda Ospedaliera S. Anna - Como
*U.O. di Otorinolaringoiatria
**U.O. di Radiologia


PDF  


Gli Autori intendono presentare il caso di un paziente di sesso maschile, di 9 anni, che a seguito di una caduta accidentale dalla propria bicicletta, riportava un trauma alla regione cervicale anteriore con fratture multiple da scoppio della trachea. Tale situazione può passare inosservata se la sintomatologia clinica è modesta ma può assumere anche caratteri di emergenza imponendo alla équipe medica la necessità di effettuare una sollecita diagnosi ed una conseguente terapia medico-chirurgica. Per la diagnosi delle lesioni riportate e per la successiva valutazione della evoluzione clinica del danno ci si può avvalere sia della TC che dell’uso di broncoscopi a fibre ottiche flessibili. La gravità della sintomatologia, la necessità di ripristinare la pervietà delle vie aeree impone nella maggior parte dei casi di «intubare» il paziente con un tubo anestesiologico oro-tracheale e di effettuare in molti casi l’intervento di tracheotomia. La tracheotomia serve, come nel caso descritto dagli Autori, oltre che al ripristino del lume aereo, anche alla possibilità di riparare le lesioni laringo-tracheali cervicali e favorire gli eventuali e ripetuti controlli broncoscopici necessari a valutare l’evoluzione delle lesioni verificatesi. Tali controlli servono a verificare la progressiva riparazione delle lesioni attraverso la tracheotomia. Questa via di accesso è molto meno traumatica rispetto alle broncoscopie effettuate attraverso il cavo orale, soprattutto se devono essere ripetute quotidianamente in piccoli pazienti.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail