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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2001 June;51(2):61-8

lingua: Italiano

La vertigine da causa vascolare. Ipotesi patogenetiche e considerazioni terapeutiche

Tirelli G., Zarcone O., Giacomarra V., Bianchi M.

Università degli Studi - Trieste Dipartimento di Scienze Chirurgiche Specialistiche Unità Clinico Operativa di Otorinolaringoiatria


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Obiettivo. Il sintomo vertigine frequentemente colpisce pazienti che soffrono d’ischemia dei territori encefalici di distribuzione del circolo vertebro-basilare. La crisi vertiginosa può manifestarsi isolata, associata ad altri sintomi legati all’insufficienza vertebrobasilare oppure associata a sintomi e segni neurologici propri di una necrosi ischemica encefalica o cerebellare. Quando la vertigine rappresenta l’unico sintomo è difficile porre diagnosi differenziale con altre patologie vestibolari.
Obiettivi dello studio sono: capire quando è ipotizzabile una causa vascolare all’origine di una vertigine isolata; valutare l’opportunità di utilizzo e l’efficacia di un farmaco antitrombotico emoreologico nel trattamento delle sindromi vertiginose da probabile causa vascolare.
Metodi. Sono stati selezionati 32 pazienti affetti da sintomatologia vertiginosa isolata portatori di fattori di rischio per malattie cardiovascolare con alterazioni eco-Doppler del flusso cerebrale carotideo o vertebrobasilare e/o alterazioni ischemiche alla TC. I soggetti reclutati sono stati trattati con sulodexide un farmaco dotato di attività antitrombotica, fibrinolitica e emoreologica (250 ULS, 25 mg × 2/die) per 1 mese; in assenza di risposta clinica significativa il trattamento è stato continuato per altri 30 giorni.
Risultati. L’efficacia della terapia, valutata mediante Dizziness Handicap Inventory (DHI) Score è stata evidenziata nel 69% dei pazienti trattati farmacologicamente. Nei pazienti considerati non responders la prosecuzione della terapia non ha determinato significativi miglioramenti del quadro clinico.
Conclusioni. Nel classificare eziopatologicamente il paziente vertiginoso, spesso si identificano soggetti che difficilmente sono inquadrabili nelle comuni patologie vestibolari; in questi casi spuri, quando sono presenti precisi fattori di rischio per malattia cardiovascolare, può essere ipotizzata l’origine vascolare del disturbo anche in assenza di altri sintomi e segni di insufficienza vertebrobasilare. In questi casi selezionati il trattamento con un farmaco antitrombotico emoreologico può essere ragionevolmente considerato con il duplice obiettivo di migliorare la sintomatologia vertiginosa del paziente e di prevenire l’insorgenza di eventuali complicanze ischemiche cerebrali.

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