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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2001 Marzo;51(1):21-6

lingua: Italiano

Impiego del mometasone furoato monoidrato spray nasale acquoso nel trattamento delle sindromi adenoidee. Studio preliminare

Di Fortunato V., Carlevato M. T., Cravero L., Rosa S., Schenone G.

Ospedali Riuniti del Canavese - Ivrea (TO) UOA di Otorinolaringoiatria


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Obiettivo. L’ipertrofia adenoidea di grado elevato è notoriamente responsabile di plurime affezioni morbose. Nell’ultimo decennio si è assistito ad una progressiva diminuzione delle indicazioni chirurgiche a favore di una maggior attenzione alle possibilità offerte dai trattamenti farmacologici.
In tale ottica abbiamo valutato l’efficacia del trattamento steroideo per via topica in 30 pazienti in età pediatrica (6 - 11 anni), 17 maschi e 13 femmine, candidati ad intervento di adenoidectomia.
Metodi. Al momento del reclutamento ed al termine del trattamento i pazienti sono stati sottoposti a: rinoscopia anteriore; rinofibroscopia (sono stati arruolati pazienti con ostruzione dell’orifizio coanale pari o superiore al 60%); valutazione del flusso espiratorio mediante specchio di Glazer; timpanometria. I pazienti sono stati sottoposti a trattamento con mometasone furoato monoidrato spray nasale acquoso, previa detersione delle fosse nasali con soluzione salina isotonica, per 3 mesi.
Risultati. Il trattamento è stato ben tollerato dai piccoli pazienti. Globalmente si è assistito ad una riduzione delle secrezioni sieromucose presenti nelle fosse nasali ed il giudizio dei familiari relativamente alla sintomatologia è stato nella maggior parte dei casi positivo. Il grado di ostruzione è risultato invariato in 16 pazienti, lievemente migliorato in 11, molto migliorato in 3. Ciò ha comportato un miglioramento dei flussi espiratori in 12/30 pazienti e per 3 pazienti l’indicazione all’intervento è stata temporaneamente sospesa. Al termine del trattamento 9/30 pazienti presentavano un miglioramento della curva timpanometrica.
Conclusioni. I risultati incoraggianti registrati nel presente studio preliminare ci pare possano indurre ad una valutazione su più vasta scala del protocollo attuato, eventualmente associato a trattamento antibiotico in un braccio ulteriore dell’indagine.

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