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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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Otorinolaringologia 2000 December;50(4):203-7

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

I potenziali microfonici cocleari (Ipotesi e comprove sperimentali circa una loro possibile genesi elettronica. Nota preliminare)

Azzi A. A.

Libero Professionista Audiologo


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Secondo le teorie correnti, alle cellule ciliate va riconosciuta la funzione di trasdurre il suono in un segnale nervoso che le vie acustiche provvederanno ad inoltrare ai centri. I potenziali cocleari costituirebbero un epifenomeno ininfluente di questa funzione. L’Autore fa tuttavia osservare che i potenziali qui detti sono presenti anche quando le cellule ciliate sono state totalmente distrutte dai più vari eventi patologici.
Al fine di accertare se i potenziali cocleari possano essere generati da strutture diverse dalle cellule ciliate, l’Autore ha condotto una serie di prove con simulacri di partizione cocleare costituiti da tubicini di plastica elastica lunghi 35 mm (la lunghezza della partizione) del diametro interno di 1 o 2 mm. I tubicini venivano riempiti con soluzione elettrolitica a varia concentrazione in assoluta assenza di bolle d'aria al fine di eliminare l’interferenza dei fenomeni di elettrocapillarità. Due elettrodi dello stesso metallo (filo di rame smaltato del diametro di 0,1 mm) erano inseriti in ciascuna delle estremità sigillate con colla mentre i tubicini venivano fissati sul cono di un piccolo altoparlante. Quando a questo si inviavano toni puri, parole o musica, ai capi degli elettrodi potevano essere rilevati potenziali elettrici che, inviati ad un amplificatore di BF o ad un oscillografo a RC, dimostravano una stupefacente corrispondenza con lo stimolo sonoro originario.
Questi espertimenti dimostrano al di là di ogni dubbio che anche i liquidi elettrolitici possono manifestare caratteristiche piezoelettriche affini a quelle proprie di taluni materiali cristallini solidi, e che quindi, grazie a queste proprietà, è molto probabile che gli stessi potenziali cocleari, almeno in parte, traggano origine negli ambienti liquidi labirintici sollecitati da stimoli sonori.
Potenziali elettrici dello stesso tipo, ma con caratteristiche piezoresistive anzichè piezoelettriche, si riscontrano quando ai sensori qui detti si applichi una tensione di polarizzazione esterna di 0,12 V, ossia dello stesso livello del d-c potential rilevato da Békésy nella coclea. Anche i potenziali così creatisi all’interno dei liquidi cocleari potrebbero contribuire alla genesi dei potenziali microfonici cocleari, i quali, captati dalle ciglia delle cellule ciliate che funzionerebbero come vere e proprie antenne, sarebbero trasferiti alle terminazioni dendritiche sottostanti e da queste alle vie nervose. L’importanza dei potenziali cocleari nella genesi della sensazione uditiva potrebbe essere determinante.
Secondo l’Autore, risultati di queste ricerche non solo prospettano in maniera inedita alcuni lati della fenomenologia cocleare, ma dal punto di vista pratico sembrano in grado di offrire utili spunti tenici anche ai progettisti degli impianti cocleari.

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