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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 2000 June;50(2):89-94

lingua: Inglese

Day surgery: indicazioni e limiti della adenoidectomia e/o tonsillectomia in pediatria

Tarantino V., Melagrana A., Vallarino R. *, Taborelli G.

From the Department of Otolaryngology and *Department of Anesthesiology and Intensive Care Istituto G. Gaslini, Genova


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Obiettivo. Abbiamo eseguito uno studio per valutare l’elegibilità dei pazienti in età pediatrica all’intervento di adenoidectomia e/o tonsillectomia in regime di day surgery.
Metodi. Gli Autori hanno condotto un’indagine approfondita sulle caratteristche cliniche e sociali e sulle complicanze postoperatorie di 1000 bambini sottoposti a tali procedure chirurgiche presso la Divisione ORL dell’Istituto G. Gaslini nel corso del 1998.
Risultati. La complicanza postoperatoria più importante è risultata l’emorragia (3,8%): la maggioranza di tali eventi (3,5%) si è verificata entro le prime 4 ore o dopo il VI giorno dall’intervento. L’emesi ripetuta (7,6%) ha dimostrato due picchi di incidenza: 2,3% entro le prime 4 ore e 2,5% tra la 10a e la 13a ora del decorso postoperatorio. L’incidenza totale di complicazioni che possono richiedere assistenza medica (emorragie di II e III grado, iperemesi) risulterebbe trascurabile dopo le 14 ore essendo inferiore allo 0,5%.
Il 17,9% dei pazienti non è risultato elegibile alla day surgery per controindicazioni mediche, il 63,1% per fattori di ordine sociale, primo fra tutti l’indisponibilità dei genitori (31,5%). La procedura in day surgery è risultata teoricamente applicabile solo nel 31,2% dei pazienti.
Conclusioni. Questo studio indica come la scelta del regime di ricovero debba tenere conto dei rischi connessi con la procedura chirurgica ma non possa prescindere da alcune considerazioni di ordine socio-sanitario. Queste procedure, infatti, sono comunemente considerate esenti da rischio e tale erronea valutazione, qualora si verifichi un evento negativo, genera nell’opinione pubblica un atteggiamento ostile tanto più accentuato quando in causa vi sia un bambino. La conflittualità medico-legale inevitabilmente connessa con questi problemi può essere alimentata, a nostro avviso, anche dalla enorme difformità di vedute dei vari Autori sull’argomento, tanto da passare da chi effettua l’intervento in regime ambulatoriale ritenendo sufficienti quattro ore di osservazione, a chi raccomanda un ricovero della durata di sette giorni definendo la tonsillectomia ambulatoriale «un inutile pericolo per il paziente», a chi esclude a priori l’età pediatrica ritenendo 12 anni l’età minima per l’utilizzazione di tale pratica.
Sarebbe auspicabile ottenere dalla comunità scientifica ORL internazionale delle linee-guida comuni a cui riferirsi in maniera omogenea al fine di ridurre al minimo il margine di rischio esistente per il paziente e per il chirurgo in questa diffusissima pratica chirurgica.

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