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OTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Otorinolaringologia 1999 Dicembre;49(4):173-7

lingua: Italiano

Il trattamento radiante delle neoplasie del base lingua: impiego della tecnica degli emicampi schermati con 60Co. Esperienza personale

Antonello M., Polico R., Busetto M.

Ospedale Civile «Umberto I» - Mestre (Venezia) Unità Operativa di Radioterapia Oncologica


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Obiettivo. Gli Autori riportano i risultati ottenuti nel trattamento delle neoplasie del base lingua utilizzando fotoni γ del 60Co e la tecnica degli emicampi schermati.
Metodi. Da gennaio 1988 a dicembre 1995, 69 pazienti con diagnosi di neoplasia del base lingua sono stati sottoposti a trattamento radiante presso l’Unità Operativa di Radioterapia Oncologica dell’O. C. «Umberto I» di Mestre. Si tratta di pazienti prevalentemente di sesso maschile (M:F=4,75:1) di età compresa fra 39 e 85 anni (media 64,2 anni). La stadiazione, eseguita secondo i criteri del TNM dell’UICC ha dimostrato 17 casi al II stadio, 19 al III e 33 al IV, con una prevalenza di carcinomi epidermoidi. Diciassette pazienti sono stati sottoposti a trattamento chirurgico radicale. Il trattamento radiante è stato eseguito sempre utilizzando fotoni γ del 60Co e mediante la tecnica degli emicampi schermati con piano di congiunzione sull’asse passante per l’osso joide. Il trattamento è stato sempre studiato su scansioni multiple della TC dove sono stati definiti volume bersaglio e organi di rispetto; il piano di cura dosimetrico è stato sempre studiato con il programma Theraplan V05-Theratronics. La dose erogata è stata di 50 Gy/25 frazioni nei pazienti operati radicalmente e di 60 Gy/30 frazioni per gli altri.
Risultati. La sopravvivenza globale a 3 e 5 anni è stata del 39 e 31% (±0,0668) e quella libera da malattia del 39%. Una prognosi migliore è stata osservata per gli stadi iniziali (p=0,0116). Abbiamo riscontrato 15 remissioni parziali e 54 remissioni complete. Ventuno pazienti hanno manifestato recidiva locoregionale, 36 pazienti sono deceduti (30 per neoplasia, 5 per altra neoplasia e uno per patologia non neoplastica). Abbiamo riscontrato una maggior sopravvivenza nei pazienti sottoposti a terapia combinata chirurgia più radioterapia (p=0,008).
Conclusioni. Dall’analisi della nostra esperienza emergono la possibilità di utilizzare la tecnica degli emicampi schermati anche con le Unità di Cobalto e l’incapacità della sola radioterapia di ottenere il controllo locale, specie per lesioni avanzate, con tecniche e dosi radioterapiche convenzionali. Gli Autori ritengono che un miglioramento dei risultati potrà essere ottenuto grazie all’impiego di nuove tecniche radioterapiche e di nuovi programmi terapeutici combinati.

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