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ULTIMO FASCICOLOOTORINOLARINGOLOGIA

Rivista di Otorinolaringologia, Chirurgia Maxillo-Facciale,
Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Otoneurochirurgia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4938

Online ISSN 1827-188X

 

Otorinolaringologia 1999 Marzo;49(1):1-6

 ARTICOLI ORIGINALI

Rinite atopica e prick test. Rilievi epidemiologici

Massari M. G., Sbacchi J.*, Bolandrini E.*, Costa I.*, Ottaviani F.**

IRCCS, Milano Istituto Auxologico Italiano
* Università degli Studi - Milano Ospedale Maggiore IRCCS Istituto di Clinica Otorinolaringoiatrica
** Polo Universitario San Paolo, Milano Istituto di Clinica Otorinolaringoiatrica

Obiettivo. Al fine di ottenere informazioni epidemiologiche aggiornate sulle rinopatie da allergeni inalanti abbiamo analizzato i risultati delle valutazioni allergologiche cutanee (Prick) effettuate presso l’Ambulatorio di Rinologia dell’Istituto di Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Milano negli anni 1993, 1994 e 1995.
Metodi. Sono stati analizzati 740 pazienti affetti da iperreattività delle vie aeree superiori considerando l’andamento delle positività e confrontandolo con i dati italiani ed europei.
Risultati. Dall’analisi dei dati del campione emerge innanzitutto il progressivo incremento della percentuale di soggetti positivi alle reazioni allergiche cutanee nel corso degli anni analizzati senza differenze significative tra i due sessi. La maggior percentuale di positività si riscontra per le graminacee, seguite dagli acari, che via via nel corso degli anni sono andati crescendo; fenomeno analogo riguarda le ambrosie. Discorso a parte meritano parietaria e composite la cui percentuale di positività non ha subito variazioni significative nel periodo di osservazione.
Per quanto riguarda la distribuzione relativa di soggetti mono- e poliallergici non si riscontrano variazioni significative nell’ambito del periodo di osservazione, in quanto la percentuale di poliallergici è sempre superiore. Per quanto riguarda la distribuzione tra maschi e femmine nei soggetti mono- e poliallergici non si sono rilevate differenze significative in accordo con i dati riportati in letteratura.
Conclusioni. A nostro parere la conoscenza dei dati epidemiologici rimane un momento essenziale per attuare una valida prevenzione e per meglio controllare l’evoluzione della malattia.

lingua: Italiano


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