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Otorinolaringologia 1998 Giugno;48(2):57-61

 ARTICOLI ORIGINALI

Ricerche comparative sulla predominanza direzionale del nistagmo evocato da stimolo termico e da stop-test impulsivo

Tab­o­rel­li G., Melo­ni A., Mel­a­gra­na A., D’Agostino R.

From the Otorhinolaryngology Department “Giannina Gaslini” Institute, Genoa, Italy

Introduzione. Abbiamo deciso di osservare: 1) se una «predominanza direzionale del nistagmo provocato» possa anche essere ottenuta usando un’accelerazione inferiore; a quella usata da Arslan nel suo test (700-900°/sec2); 2)se una «predominanza direzionale del nistagmo provocato» ottenuta con stimolo termico possa anche essere osservata con il test appena citato.
Metodi. Abbiamo osservato 41 pazienti vertiginosi: 13 (32%) affetti da patologia vestibolare periferica e 28 (68,9%) da patologia vestibolare centrale. Tutti i pazienti sono stati prima sottoposti ad una stimolazione termica basata sul metodo di Fitzgerald-Hallpike modificato (250 cc in 40 sec a 44° e 30°) e poi ad accelerazione angolare bilaterale impulsiva negativa (stop test di 360°/sec2). Per osservare una significatività della predominanza direzionale del nistagmo provocato è stata presa in esame la formula di Jonkees (1953).
Risultati. Una predominanza direzionale del nistagmo provocato è stata registrata in 16 casi su 41 (39%). In 12 casi la predominanza era a destra e in 4 casi a sinistra. Abbiamo ottenuto una predominanza direzionale del nistagmo provocato in 3 casi dei 13 affetti da patologia vestibolare periferica ed in 13 casi dei 28 affetti da patologia vestibolare centrale.
Conclusioni. I risultati ottenuti mostrano che anche uno stop test impulsivo (360°/sec2) di intensità assai inferiore rispetto al test usato da Arslan (700-900°/sec2), può essere usato efficacemente per mettere in evidenza una possibile predominanza direzionale del nistagmo provocato (dal momento che può determinare un’apprezzabile seconda fase nistagmica). Quindi la presenza della predominanza direzionale del nistagmo provocato esiste nelle forme periferiche, ma le nostre indagini hanno confermato che questo fenomeno può essere osservato, d’accordo con le ricerche di Filippi, in svariate forme centrali, senza un’indicazione certa di delimitazione topografica precisa di lesione.

lingua: Inglese


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