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Rivista di Nefrologia e Urologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 2013 Dicembre;65(4):225-34

AGGIORNAMENTI IN UROLOGIA - PARTE I 

Cistectomia radicale e sostituzione ortotopica della vescica: espedienti chirurgici e gestione delle complicanze

Izquierdo L. 1, Bolton D. M. 1, Lawrentschuk N. 1, 2

1 Department of Surgery, University of Melbourne Melbourne, Australia;
2 Ludwig Institute for Cancer Research Austin Hospital, Melbourne, Australia

Obiettivo. Il carcinoma della vescica è la seconda neoplasia urologica più diffusa, con il carcinoma uroteliale (carcinoma a cellule transizionali) che comprende quasi il 90% di tutti i carcinomi primari della vescica. Negli ultimi decenni, la cistectomia radicale è emersa quale modalità di trattamento predominante per i pazienti con carcinomi uroteliali invasivi di alto grado e per i pazienti con malattia meno invasiva non rispondenti al trattamento con strategie di preservazione della vescica. La sostituzione della vescica in seguito alla cistectomia radicale è divenuta sempre più comune e in numerosi centri è progredita divenendo il metodo standard nella diversione urinaria. Principale obiettivo del presente articolo è stato quello di passare in rassegna i fattori intraoperatori per i pazienti sottoposti a cistectomia radicale, con particolare attenzione ai problemi specifici relativi agli espedienti chirurgici nella ricostruzione della neovescica e alle complicanze postoperatorie.
Metodi. Review sistematica della letteratura in Pubmed ed Embase, utilizzando le parole chiave: carcinoma della vescica, diversione urinaria, neovescica, tecnica chirurgica e complicanze.
Risultati. Le tecniche intraoperatorie e le modifiche hanno reso più percorribile la ricostruzione della neovescica, rendendola lo standard nei pazienti adatti. Le complicanze postoperatorie si verificano ancora in un significativo numero di pazienti ma possono essere ridotte e riconosciute in fase iniziale per ottenere esiti migliori.
Conclusioni. La sostituzione ortotopica della vescica non compromette l’esito oncologico e, cosa ancora più importante, può essere effettuata con risultati relativamente buoni per quanto concerne i problemi funzionali e di qualità della vita. Le modifiche alla tecnica preoperatoria possono assistere nella ricostruzione della neovescica per contribuire a raggiungere esiti migliori. Dove possibile, la sostituzione ortotopica della vescica deve essere la diversione preferita. Di essenziale importanza è la gestione postoperatoria attiva e il regolare follow-up a lungo termine dei pazienti sottoposti a sostituzione ortotopica della vescica.

lingua: Inglese


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