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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  NOVITÀ TERAPEUTICHE IN UROLOGIA


Minerva Urologica e Nefrologica 2013 March;65(1):9-20

lingua: Inglese

Prevenzione delle infezioni ricorrenti del tratto urinario

Wagenlehner F. M. E. 1, Vahlensieck W. 2, Bauer H.-W. 3, Weidner W. 1, Piechota H.-J. 4, Naber K. G. 5

1 Clinic for Urology, Pediatric Urology and, Andrology, Justus-Liebig University, Giessen, Germany;
2 Hospital for Rehabilitation Wildetal, Bad, Wildungen, Germany;
3 Urologic Practice, Munich, Germany;
4 Clinic for Urology, Pediatric Urology and, Urological Oncology, Hospital Johannes Wesling, Minden, Germany;
5 Technical University, Munich, Germany


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Le infezioni del tratto urinario (urinary tract infection, UTI) sono tra le infezioni batteriche più frequenti nell’ambiente comunitario e dell’assistenza sanitaria. In prevalenza, le giovani e, in una certa misura, le donne in post-menopausa sono colpite da UTI (rUTI) ricorrente, definita come ≥3 UTI/ anno o ≥2 UTI/semestre. Al contrario, la rUTI è rara negli uomini sani. D’altra parte, le rUTI sono frequenti nei pazienti di sesso femminile e maschile, con fattori di complicazione urologica, ad esempio cateteri urinari, calcoli da infezione. Nelle donne sono rari i fattori rimediabili predisponenti a rUTI non complessa. Nella rUTI complessa, il successo dipende principalmente dalla possibilità di eliminare, o almeno di migliorare, i fattori di rischio di complicazione. La profilassi antibiotica continua, o la profilassi postcoitale, se vi è stretta correlazione con il rapporto sessuale, sono più efficaci per prevenire la rUTI. Nitrofurantoina, trimetoprim (o cotrimossazolo) e fosfomicina trometamolo sono disponibili come farmaci di prima linea. Cefalospobutrine orali e chinoloni devono essere limitati a specifiche indicazioni. La profilassi antibiotica riduce il numero di agenti patogeni urinari presenti nell’intestino e/o nella flora vaginale e riduce l’“idoneità” dei batteri. Data l’indicazione corretta, il tasso di recidiva di rUTI può essere ridotto di circa il 90%. A causa di possibili eventi avversi e alla problematica di selezionare agenti patogeni resistenti, secondo le linee guida dell’Associazione Europea di Urologia, la profilassi antimicrobica dovrebbe essere presa in considerazione solo dopo aver tentato gli opportuni interventi di consulenza, modifica comportamentale e azioni antimicrobiche. Nelle pazienti in post-menopausa è necessario avviare prima la terapia vaginale con estriolo. L’immunoprofilassi orale o parenterale è un’altra opzione per i pazienti con rUTI. Altre possibilità con diverse evidenze scientifiche sono la profilassi con i prodotti ai mirtilli, combinazioni vegetali specifiche o probiotici. La profilassi per UTI catetere-associata dovrebbe adottare strategie che comportino una riduzione della frequenza e della durata del catetere di drenaggio del tratto urinario. I materiali dei cateteri attualmente disponibili hanno poca influenza sulla riduzione della rUTI catetere-associata.

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