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Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2012 Giugno;64(2):143-8

 ARTICOLI ORIGINALI

L’epsina nella diagnostica del carcinoma della prostata

Pace G. 1, 2, Pomante R. 3, Vicentini C. 1, 2

1 Department of Health Sciences, University of L’Aquila, L’Aquila, Italy;
2 Department of Urology, Mazzini Hospital, Teramo, Italy;
3 Department of Pathology, Mazzini Hospital, Teramo, Italy

Obiettivo. L’esame istopatologico è, ad oggi, ancora considerato lo standard di riferimento per la diagnosi di certezza del carcinoma della prostata (CaP). In base allo specifico pattern di geni espressi nel CaP, abbiamo focalizzato l’attenzione sull’epsina quale possibile nuovo marker immunoistochimico (IIC) per migliorare la diagnosi istopatologica del CaP. A tal fine abbiamo valutato, su campioni ottenuti da prostatectomie radicali retropubiche (PRR), se l’espressione dell’epsina nel tessuto tumorale fosse significativamente diversa da quella del tessuto prostatico contiguo sano.
Metodi. L’espressione dell’epsina è stata determinata mediante metodiche immunoistochimiche in 18 pazienti sottoposti a PRR, sul tessuto prostatico neoplastico rispetto all’adiacente tessuto sano. La positività della reazione immunoistochimica per l’epsina è stata valutata in base all’intensità della colorazione: negativa (0), debolmente positiva (1+), moderatamente positiva (2+) e fortemente positiva (3+).
Risultati: L’immunoreattività per l’epsina è stata riscontrata nel 100,0% dei CaP: 94,4% hanno mostrato una intensità moderata/forte, 5,6% una debole intensità. Il tessuto prostatico benigno adiacente ha mostrato un 83,3% di colorazione di intensità debole, l’11,1% non ha mostrato alcuna colorazione (negativo) e il 5,6% aveva una intensità moderata. Il CaP è caratterizzato da una intensità di colorazione per l’epsina significativamente (P<0,05) maggiore (2,67) rispetto all’adiacente tessuto normale (0,94).
Conclusioni. Nonostante l’esiguo numero di pazienti arruolati e quindi la necessità di ulteriori studi di conferma, l’epsina sembrerebbe essere, dai nostri risultati, un promettente nuovo marker immunoistochimico da aggiungere a quelli già in uso per migliorare la diagnosi istopatologica del CaP.

lingua: Inglese


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