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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Urologica e Nefrologica 2012 Giugno;64(2):135-41

lingua: Italiano

Ruolo di Proxelan nel trattamento delle prostatiti croniche. Risultati di un trial randomizzato

Galeone G. 1, Spadavecchia R. 1, Balducci M. T. 2, Pagliarulo V. 1

1 Sezione di Urologia e Andrologia, Dipartimento delle Emergenze e Trapianti di Organi (DETO), Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia;
2 Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia, Università di Bari Aldo Moro, Bari, Italia


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Obiettivo. Le patologie infiammatorie della prostata rappresentano uno dei problemi più difficili da gestire nel maschio fertile di età compresa tra i 20 e i 50 anni. La terapia antibiotica rappresenta il gold standard per il trattamento sia delle forme batteriche (categoria II-NIH), che delle algie prostatiche in assenza di positività colturale (categoria III-NIH). Tuttavia, l’antibiotico deve spesso essere accompagnato ad altre soluzioni terapeutiche che si pongono l’obiettivo di migliorare la sintomatologia e la qualità di vita di questi soggetti. Nel presente studio abbiamo testato l’efficacia del DM Proxelan Supposte in associazione alla terapia antibiotica.
Metodi. A partire da Gennaio 2011 abbiamo condotto uno studio randomizzato su 60 soggetti affetti da prostatite cronica batterica ed abatterica suddividendoli in 2 gruppi. Gruppo A trattato con la sola terapia antibiotica per 28 giorni; gruppo B trattato con terapia antibiotica + Proxelan, sempre per 28 giorni. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a test di Meares–Stamey, questionari IPSS e NIH-CPSI sia prima della randomizzazione, che dopo 60 e 120 giorni dalla randomizzazione. Efficacia microbiologica e clinica sono state confrontate utilizzando test statistici specifici.
Risultati. Sono stati raccolti ed elaborati dati relativi a 29 soggetti appartenenti al Gruppo A e 31 al Gruppo B; gli effetti collaterali sono stati minimi e in nessun caso hanno comportato interruzione o sospensione del trattamento. Il 68,3% della popolazione totale ha dimostrato una positività colturale al test di Meares-Stamey di inizio studio. Il Proxelan non si è dimostrato più efficace della sola terapia antibiotica in termini microbiologici (OR)=0,9; (IR) 0,3-2,8; p=0,46. Rispetto alla risposta fornita al questionario NIH-CPSI, i soggetti del gruppo B hanno fornito un punteggio migliore rispetto ai soggetti del Gruppo A, sia a 2 mesi (OR: 2,8; 95% IC 1,2-4,1; P=0,017) che a 4 mesi (OR:1,67; 95%IC 0,9- 2,9; P=0,04). Rispetto alla risposta fornita al questionario IPSS, i pazienti del gruppo A avevano una probabilità doppia di avere disturbi minzionali a 2 mesi (OR:1,9; 95% IC 1,0- 3,5; P=0,028). Sebbene l’uso di Proxelan sembri migliorare lo score dell’IPSS anche a 4 mesi, la differenza non raggiunge livelli di significatività.
Conclusioni. Rispetto alla sola terapia antibiotica, l’associazione con il DM Proxelan Supposte non è più efficace da un punto di vista microbiologico ma produce un miglioramento sia dei sintomi associati alla prostatite cronica sia dei disturbi minzionali. Studi futuri, oltre che per confermare i nostri dati, saranno utili nel dimostrare il meccanismo dell’azione terapeutica di Proxelan.

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