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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  NOVITÀ NEL CARCINOMA RENALE


Minerva Urologica e Nefrologica 2011 September;63(3):237-50

lingua: Inglese

Terapie ablative nel carcinoma a cellule renali

Chan A. A. 1, Ahrar K. 2, Matin S. F. 3

1 Chief Resident, Department of Urology, The University of Texas MD Anderson , Cancer Center, Houston, TX, USA
2 Division of Interventional Radiology, Department of Diagnostic Imaging, University of Texas MD Anderson, Cancer Center, Houston, TX, USA;
3 Department of Urology, University of Texas MD Anderson , Cancer Center, Houston, TX, USA


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Esaminiamo l’impiego di terapie ablative nella gestione del tumore a cellule renali. Abbiamo effettuato una ricerca PubMed nella letteratura in lingua inglese utilizzando le parole chiave “ablazione” e “tumore renale.” Sono stati selezionati per la review articoli pertinenti riguardanti in modo specifico l’avanzamento tecnologico della terapia ablativa e gli esiti clinici. I risultati oncologici a medio-termine della crioablazione e dell’ablazione con radiofrequenza sono accettabili ma non possono ritenersi validi quanto quelli sull’escissione chirurgica, basati quasi totalmente su studi retrospettivi. Non sono stati eseguiti studi randomizzati per il confronto delle terapie escissionali e ablative. L’attenta selezione dei pazienti e delle caratteristiche del tumore si traduce in un miglioramento dei risultati. Si rende indispensabile una biopsia diagnostica per conferma tissutale e questa dovrebbe anche essere tenuta in considerazione 6-12 mesi dopo la terapia nei pazienti con possibile recidiva. Le terapie ablative sono associate a riduzione della morbilità, tassi di complicanze meno gravi e ottima conservazione della funzione renale, se paragonate all’escissione chirurgica. La maggior parte delle recidive si verifica all’inizio, ma è comunque necessario mantenere una sorveglianza a lungo termine in quanto possono verificarsi recidive ritardate e non ne è stata ancora dimostrata l’efficacia oncologica a lungo termine. L’ablazione può essere eseguita per via percutanea o laparoscopicamente e la superiorità dell’una rispetto all’altra rimane controversa. L’approccio percutaneo è più conveniente da punto di vista economico e provoca meno desmoplasie perirenali. Quasi tutti i dati riguardanti l’ablazione sono retrospettivi e, con poche eccezioni, provengono da singoli istituti. La terapia ablativa è un’opzione interessante per la gestione dei tumori renali di piccole dimensioni che si sono rivelati alla biopsia tumori a cellule renali nei pazienti ritenuti inadatti all’estirpazione chirurgica.

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