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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEW  CONTROVERSIE IN UROLOGIA


Minerva Urologica e Nefrologica 2011 June;63(2):145-53

Sorveglianza attiva in caso di cancro prostatico a basso rischio: rationale, risultati e ruolo della terapia focale

Klotz L.

Sunnybrook Health Sciences Centre Toronto, ON, Canada


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La sorveglianza attiva (SA), descritta per la prima volta nel 2002 è attualmente una strategia di trattamento accettata per i soggetti di sesso maschile con CaP a basso rischio, che precedentemente venivano sottoposti a trattamento radicale sull’intera ghiandola (chirurgia, radioterapia esterna o brachiterapia). La SA è stata sviluppata sull’esperienza in soggetti che non venivano sottoposti a trattamento radicale a causa dell’età o delle comorbidità che conferivano loro un rischio di morte sovrapponibile al CaP. La SA e i trattamenti radicali hanno vantaggi e svantaggi. La SA è gravata da minima morbilità, ma è associata al rischio di progressione. Le terapie radicali hanno un impatto sulla funzione erettile e sulla continenza, ma permettono un trattamento definitivo. Tra SA e il trattamento radicale si situa la terapia focale. Sebbene appaia sicura, la terapia focale è stata limitata a piccole coorti di pazienti con brevi periodi di follow-up e non può essere raccomandata al di fuori di protocolli di studio. La maggior parte dei pazienti con CaP a basso rischio e dei loro medici sceglie tra SA e terapia radicale. In questa revisione, gli Autori focalizzano la loro attenzione sul rationale, sulla selezione dei pazienti, sulle tipologie di follow-up, sugli aspetti che impongono un intervento, e sull’esperienza pubblicata in Letteratura su pazienti sottoposti a SA per CaP a basso rischio. Gli Autori propongono un ruolo complementare della sorveglianza e della terapia focale.

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