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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEW  


Minerva Urologica e Nefrologica 2011 March;63(1):73-87

lingua: Inglese

Trapianto di rene da donatore vivente: aggiornamento sull’evoluzione e sulle implicazioni mediche della donazione

Taliercio J. J., Nurko S., Poggio E. D.

Department of Nephrology and Hypertension, Glickman Urological and Kidney Institute, Cleveland Clinic, Cleveland, OH, USA


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Poichè il numero di potenziali candidati a ricevere un trapianto continua ad aumentare in maniera relativamente costante, le liste d’attesa per la donazione di rene continuano ad allungarsi. Questa discrepanza tra richiesta ed offerta ha indotto i medici a riconsiderare la possibilità di candidare alla donazione di un organo anche soggetti di età avanzata con alcune comorbilità. L’ Amsterdam Forum del 2004 era stato costituito per produrre linee guida standardizzate per la valutazione del donatore. L’obiettivo principale della valutazione di un possibile donatore vivente è di stratificare il rischio correlato alle eventuali comorbilità, al fine di assicurare la sicurezza del donatore. Questo articolo sottolinea alcuni degli aspetti più dibattuti della valutazione del donatore vivente, tra cui i disordini metabolici, l’età del donatore, il sesso del donatore e la funzionalità renale. I risultati dell’allotrapianto e del ricevente vengono rivisti nel contesto di queste condizioni mediche. La valutazione del potenziale donatore vivente richiede che egli/ella abbia acconsentito a procedere con la donazione dopo aver fornito il proprio consenso informato, che può essere ottenuto soltanto dopo aver compreso tutte le complicanze a breve e a lungo termine e i rischi associati alla donazione del rene. In questa revisione, gli Autori discuteranno le complicanze chirurgiche immediate e le implicazioni a lungo termine. Vi possono essere dei rischi aggiuntivi per le donatrici che sono in gravidanza e che stanno pianificando una famiglia. Tuttavia, la donazione di rene da vivente costituisce la miglior opzione di trattamento attualmente disponibile per i pazienti affetti da nefropatia in fase terminale ed è una procedura sicura per il donatore, dopo un’attenta valutazione clinica.

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