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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2011 March;63(1):1-19

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Terapia immunosoppressiva dopo trapianto di rene: attuali e future strategie

Metalidis C., Kuypers Dr.

Nephrology and Renal Transplantation, University Hospital Leuven, Leuven, Belgium


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Il trapianto di rene rappresenta il trattamento di scelta dei pazienti affetti da nefropatia in fase terminale. L’introduzione degli inibitori della calcineurina tra i farmaci immunosoppressivi ha rappresentato una svolta nel trattamento dei trapianti di organi solidi, riducendo in maniera significativa l’incidenza degli episodi di rigetto acuto. Attualmente, il rigetto acuto si verifica in meno del 10% dei riceventi un trapianto di rene, determinando un’eccellente tasso di sopravvivenza ad un anno. Tuttavia, la sopravvivenza del trapianto e del paziente a lungo termine non hanno seguito lo stesso trend favorevole. Paradossalmente, gli stessi inibitori della calcineurina vi contribuiscono attraverso i loro effetti collaterali nefrotossici, cardiovascolari e oncogenetici. Attualmente, l’attenzione si è spostata verso il tentativo di migliorare I risultati a lungo termine e differenti strategie terapeutiche sono attualmente in studio per raggiungere tale obiettivo. Lo studio di protocolli di trattamento che non prevedano l’impiego di inibitori della calcineurina e dei corticosteroidi costituisce un importante settore della recente ricerca. Lo sviluppo di metodiche di monitoraggio farmacodinamico e di strategie di screening farmacogenetico potrebbe aiutare ad ottimizzare l’individualizzazione della terapia immunosoppressiva. Infine, sono necessari nuovi agenti con differenti meccanismi d’azione e privi delle tossicità degli attuali farmaci immunosoppressivi come adiuvanti o in sostituzione degli attuali regimi terapeutici basati sull’inibitore della calcineurina.

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