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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEW  RICERCHE IN UROLOGIA


Minerva Urologica e Nefrologica 2010 September;62(3):319-26

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

L’asse angiopoietine/Tie-2: un nuovo attore nella nefropatia cronica

David S. 1, 2, Haller H. 1, Kümpers P. 3

1 Division of Nephrology and Hypertension, Medical School Hanover, Hanover, Germany; 2 Center for Vascular Biology Research, Beth Israel Deaconess Medical Center and Harvard Medical School, Boston MA, USA; 3 Department of Medicine D, Division of General Internal Medicine, Nephrology and Rheumatology, University Hospital Münster, Münster, Germany


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Lo sviluppo dell’aterosclerosi nei pazienti affetti da nefropatia cronica (CKD) è fortemente accelerato, con conseguenti eventi cardiovascolari (CV) pericolosi per la vita, e la sua patogenesi è differente da quella nella popolazione generale. Soprattutto le cosiddette tossine uremiche sono sospettate di essere le responsabili di questo fenomeno. Recentemente, il sistema angiopoietine/Tie2 è stato identificato come nuovo potenziale attore nella patogenesi associata all’uremia dell’aterosclerosi. In questa revisione, gli autori forniscono un quadro generale dei meccanismi molecolari relativi alle vie del segnale dell’angiopoietina-1/-2 e Tie2, per quanto riguarda lo stato di attivazione endoteliale in una situazione di benessere e di malattia. Nella prima parte, viene rivisto il ruolo delle angiopoietine in modelli sperimentali dell’infiammazione. Quindi, gli autori riassumono i dati dei più importanti trials clinici, che riportano un equilibrio delle angiopoietine fortemente alterato in favore dell’Ang-2. Questi trials contengono dati relativi a pazienti affetti da CKD allo stadio 1-4, in dialisi (CKD stadio 5), ipertensione arteriosa, e diabete mellito. Ulteriori studi sperimentali che provino un meccanismo diretto attraverso il quale le angiopoietine accelerano e/o aggravano il danno aterosclerotico nei pazienti affetti da CKD sono fortemente auspicabili. Molto recentemente, uno studio clinico (in oncologia) ha dimostrato la sicurezza di un inibitore selettivo dell’angiopoietina. Questi recenti farmaci potrebbero rappresentare un’opzione terapeutica futura contro la micro-infiammazione CKD-associata.

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