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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  CARCINOMA DELLA PROSTATA: FORUM


Minerva Urologica e Nefrologica 2010 June;62(2):179-92

lingua: Inglese

Campionamento bioptico della prostata: quando e come

Scattoni V., Maccagnano C., Zanni G., Angiolilli D., Raber M., Rigatti P., Montorsi F.

Department of Urology, Vita-Salute University, H. San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy


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L’aumento dell’incidenza della neoplasia prostatica è strettamente correlato al miglioramento delle tecniche di esecuzione del campionamento bioptico prostatico multiplo. Gli scopi del presente lavoro sono molteplici: analizzare gli approcci tecnici e gli schemi più adoperati relativamente alla biopsia prostatica, indagare il ruolo delle tecniche anestesiologiche, delle metodiche di imaging complementari e dell’esame istologico dei campioni prelevati. Sono state inoltre rilette criticamente le attuali indicazioni alla biopsia prostatica, secondo le linee-guida internazionali. Review della letteratura pubblicata da gennaio 2005 a dicembre 2009, in lingua inglese, con ausilio di Medline Database. Parole chiave utilizzate: prostate cancer, diagnosis, trans-rectal ultrasound (TRUS), prostate biopsy, anaesthesia e prognosis. Il campionamento bioptico prostatico multiplo viene sempre eseguito sotto guida ecografica trans-rettale, con approccio trans-rettale o trans-perineale, prelevando un numero minimo di frustoli pari a 10. Gli schemi bioptici estesi prevedono il prelievo di frustoli dalle zone più laterali della prostata e da aree sospette alla ecografia preliminare o alla esplorazione rettale. Gli schemi bioptici di saturazione dovrebbero essere adoperati solo in caso di serie ripetute di biopsie. Il miglioramento delle tecniche di anestesia locale ha consentito di incrementare il numero dei frustoli prelevati, senza incorrere in gravi effetti collaterali. Le metodiche di imaging complementari possono contribuire a diminuire il numero delle biopsie non necessarie. I parametri istopatologici relativi al numero e alla sede di prelievo dei frustoli bioptici possono rappresentare parametri prognostici significativi, anche se tali affermazioni sono ancora oggetto di dibattito. Allo stato attuale, i principali indicatori di esecuzione di biopsia restano sempre il PSA e l’esplorazione rettale sospetta. Nell’ambito della esecuzione della biopsia prostatica, sia l’approccio transrettale che quello transperineale possono essere ritenuti validi per ciò che concerne la detection rate e l’incidenza di effetti collaterali. Il primo campionamento bioptico deve essere esteso, mentre il campionamento di saturazione va riservato alle biopsie ripetute, eventualmente con ausilio delle metodiche di imaging complementari. I parametri istopatologici vanno tenuti nella debita considerazione ai fini della prognosi del paziente.

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