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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  UN AGGIORNAMENTO IN NEFROLOGIA NEL 2009


Minerva Urologica e Nefrologica 2009 Dicembre;61(4):457-74

lingua: Inglese

Il lupus eritematoso sistemico in gravidanza

Smyth A. 1,2 Garovic V. D. 3

1 Specialist Registrar in Nephrology, Ireland;
2 Research Associate, Division of Nephrology and Hypertension, Mayo Clinic, Rochester, MN, USA;
3 Division of Nephrology and Hypertension, Mayo Clinic, Rochester, MN, USA


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Il lupus eritematoso sistemico (systemic lupus erythematosus, SLE) è una malattia multisistemica, autoimmune a carico del tessuto connettivo, che interessa primariamente le donne in gravidanza e i bambini. Mentre è stata per lungo tempo riconosciuto che la gravidanza nelle pazienti affette da SLE è a elevato rischio sia per la madre che per il feto, la prognosi è significativamente migliorata negli ultimi quarant’anni. Tuttavia, l’incidenza di aborti spontanei, di nati morti, di ritardi di crescita intrauterina e di parti prematuri è aumentata di almeno due volte rispetto alla popolazione normale. La malattia renale della madre, in particolar modo la nefrite lupica, la ridotta funzione renale e l’ipertensione al momento del concepimento costituiscono forti fattori predittivi di una prognosi avversa a carico del feto. Un altro fattore che contribuisce a una prognosi avversa nelle donne in gravidanza affette da SLE è la sindrome antifosfolipidi (antiphospholipid syndrome, APS), definita come la presenza di anticorpi antifosfolipidi in associazione a caratteristiche cliniche di trombosi venosa e arteriosa che complicano la gravidanza. La APS è frequentemente associata al SLE e alla perdita fetale. La normale funzione renale, il controllo della pressione e l’assenza di anticorpi antifosfolipidi e della APS sono fattori predittivi positivi nel feto. Il rischio è che la malattia sia manifesta prima della gravidanza. Pertanto, al fine di evitare ulteriori esacerbazioni del lupus durante la gravidanza, è necessario pianificare la gravidanza nelle pazienti affette da SLE, idealmente 12-18 mesi, ma non meno di 6 mesi prima di una remissione clinica della malattia. Dal momento che il trattamento di queste pazienti è multidisciplinare, esse dovrebbero essere visitate sia dal nefrologo che dal reumatologo. Il monitoraggio postnatale della madre a carico del nefrologo viene indicato al fine di ottimizzare il trattamento della ipertensione arteriosa e della nefrite, nonché degli effetti avversi fetali.

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garovic.vesna@mayo.edu