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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2009 September;61(3):249-56

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Gemcitabina, paclitaxel e cisplatino come trattamento di prima linea per pazienti con carcinoma a cellule di transizione dell’urotelio

Ecke T. H. 1, Gerullis H. 2, Bartel P. 1, Koch S. 3, Ruttloff J. 1

1 HELIOS Hospital, Department of Urology,Bad Saarow, Germany 2 Lukas Hospital, Department of Urology,Neuss, Germany 3 HELIOS Hospital, Institute of Pathology,Bad Saarow, Germany


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Obiettivo. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare la chemioterapia adiuvante con gemcitabina, paclitaxel e cisplatino per il carcinoma uroteliale.
Metodi. Tra il 2001 e il 2007 sono stati trattati 27 pazienti con carcinoma invasivo a cellule di transizione dell’urotelio. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a chemioterapia con gemcitabina per via endovenosa alla dose di 1 000 mg/m2 al giorno 1 e 8, con paclitaxel per via endovenosa alla dose di 80 mg/m2 al giorno 1 e 8 e con cisplatino per via endovenosa alla dose di 50 mg/m2 il giorno 2. I cicli di trattamento sono stati ripetuti ogni 21 giorni.
Risultati. Il follow-up mediano è stato pari a 32,5 mesi. Sei pazienti hanno avuto progressione della malattia. La sopravvivenza mediana globale non è stata raggiunta e i tassi di sopravvivenza a uno e due anni secondo l’analisi attuariale sono stati pari all’89% e al 67%, rispettivamente. La sopravvivenza mediana libera da progressione della malattia è stata pari a 10 mesi. La mediana del tempo di sopravvivenza per i pazienti con stadiazione ECOG pari a 0 e 1 è stata pari a 52 e 22 mesi, rispettivamente. Nel 18,5% dei pazienti si è avuta una neutropenia di grado 4, ma non vi sono stati decessi correlabili al trattamento.
Conclusioni. La combinazione di gemcitabina, paclitaxel e cisplatino rappresenta un regime di trattamento altamente efficace e tollerabile per i pazienti con carcinoma invasivo a cellule di transizione dell’urotelio. Questo trattamento dovrebbe essere considerato un’opzione fattibile, che merita un’ulteriore valutazione prospettica. La performance ECOG rappresenta un importante fattore predittivo per la sopravvivenza.

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