Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 2007 Settembre;59(3) > Minerva Urologica e Nefrologica 2007 Settembre;59(3):251-60

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 2007 Settembre;59(3):251-60

ARGOMENTI DI PUNTA IN NEFROLOGIA NEL 2007 

 REVIEW

Progressi nella dialisi peritoneale

Krediet R. T.

Department of Medicine Division of Nephrology Academic Medical Centre University of Amsterdam Amsterdam, The Netherlands

I nuovi pazienti in dialisi peritoneale (peritoneal dialysis: PD) hanno una sopravvivenza migliore rispetto ai nuovi pazienti emodializzati (haemodialysis: HD) durante i primi anni di dialisi. Durante il trattamento a lungo termine la sopravvivenza diventa favorevole nei pazienti HD. La migliore sopravvivenza iniziale dei pazienti PD è correlata a una migliore conservazione della loro funzionalità renale residua rispetto ai pazienti HD. L’importanza della funzionalità renale residua è probabilmente dovuta a proprietà aggiuntive dei reni naturali, quali una migliore rimozione di acidi organici e di proteine a basso peso molecolare rispetto a quanto avviene con la dialisi. Il grado di tasso di filtrazione glomerulare residuo (residual glomerular filtration rate: rGFR) nei pazienti PD non è solo associato ad una sopravvivenza migliore ma anche a minori sintomi uremici, quali la perdita di appetito, ed anche a punteggi più elevati circa la qualità di vita. Queste correlazioni sono assenti per la clearance peritoneale. Di conseguenza, le misure per preservare l’rGFR sono estremamente importanti. Gli studi sull’effetto dello status del trasporto peritoneale sulla sopravvivenza hanno fornito risultati variabili. Una grande meta-analisi ha dimostrato che i pazienti con trasporto rapido hanno un rischio di morte aumentato del 15%, ma questo solo nel caso di dialisi peritoneale continua ambulatoriale con soluzioni dialitiche convenzionali. Questo suggerisce che lo sviluppo di iperidratazione possa essere il legame tra lo status del trasporto e la mortalità. Uno status di rapido trasporto può essere congenito o acquisito. La forma congenita può essere dovuta o a uno stato infiammatorio o a una grande massa si cellule mesoteliali. In entrambe le situazioni i mediatori vasoattivi possono essere rilasciati localmente. Uno status di rapido trasporto permanente acquisito porta a un grave fallimento dell’ultrafiltrazione, che compare in circa un terzo dei pazienti. Si ipotizza che l’elevata mortalità nei pazienti trasportatori rapidi sia provocata dai tipi associati ad uno status infiammatorio e con il tipo acquisito dei pazienti in PD da lungo tempo. Quest’ultimo, correlato ad alterazioni morfologiche peritoneali, è provocato principalmente dall’esposizione a soluzioni dialitiche convenzionali. Per trattare il fallimento dell’ultrafiltrazione è indicata specialmente una soluzione basata sull’icodestrina. L’obiettivo delle soluzioni “biocompatibili” è quello di prevenire le modificazioni peritoneali. I risultati degli studi eseguiti nell’uomo e nei modelli animali sono promettenti. L’obiettivo della PD moderna è di estendere la sua migliore sopravvivenza iniziale nel tempo. I recenti progressi circa la comprensione dei meccanismi e le nuove soluzioni dialitiche probabilmente renderanno possibile raggiungere questo obiettivo.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina