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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2007 March;59(1):67-87

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Complicanze della cistectomia radicale

Buscarini M., Pasin E., Stein J. P.

Department of Urology The University of Southern California Norris Comprehensive Cancer Center Los Angeles, CA, USA


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La cistectomia radicale è diventata uno standard di riferimento e probabilmente rappresenta la miglior forma definitiva di terapia per il carcinoma della vescica altamente invasivo. La ricostruzione delle basse vie urinarie, particolarmente la diversione ortotopica, ha rappresentato un aspetto fondamentale per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti per i quali è necessaria l’esecuzione di una cistectomia. Tuttavia, come per qualsiasi altro intervento chirurgico maggiore, si possono avere complicanze. È importante per tutti i chirurghi avere familiarità con la presentazione, la prevenzione e il trattamento delle cause principali di morbidità e di mortalità associate alla cistectomia radicale e alla ricostruzione delle basse vie urinarie. Le complicanze discusse sono tra le più comuni tra quelle osservate nella cistectomia e nella diversione urinario-intestinale. Vi sono, infatti, molte altre complicanze che possono insorgere, come evidenziato dalla letteratura scientifica, e la profonda comprensione della modalità di presentazione, la prevenzione e il trattamento sono tutti aspetti egualmente essenziali per avere un ottimo decorso postoperatorio. L’aderenza alla tecnica chirurgica appropriata, la familiarizzazione con i dati più recenti relativi ai metodi di trattamento più efficaci e l’attenzione ai dettagli nella fase preoperatoria sono tutti aspetti cruciali per minimizzare le complicanze possibili per qualsiasi intervento chirurgico venga intrapreso. La cistectomia radicale con neovescica otrotopica, così come l’esenterazione e le sue modificazioni devono essere prese in considerazione quali opzioni per il trattamento di pazienti con carcinoma vescicale invasivo o con tumori pelvici avanzati. I recenti progressi relativi alla selezione dei pazienti, alla tecnica chirurgica e all’assistenza perioperatoria hanno portato a una diminuzione della morbidità. Tuttavia, queste procedure restano complesse e potenzialmente a rischio di complicanze sia a breve che a lungo termine. Molte sono le evidenze a favore del fatto che la cistectomia radicale per i tumori vescicali e l’esenterazione pelvica per il carcinoma rettale primitivo e per il carcinoma della cervice uterina possono garantire una sopravvivenza a lungo termine; tuttavia, nel caso di recidiva del carcinoma rettale la prognosi dopo esenterazione pelvica non è buona. La recente introduzione della chemioradioterapia combinata è probabile che migliori i tassi di recidiva locale e che possa garantire una maggiore sopravvivenza a lungo termine. L’esenterazione pelvica continua ad avere un ruolo importante nell’approccio multimodale a pazienti con tumori pelvici in stadio avanzato. In conclusione, l’esenterazione pelvica sembra rappresentare un’opzione sicura ed efficace da porre in atto da parte di un chirurgico multispecialistico esperto per il trattamento di tumori pelvici complessi localmente avanzati. Il successo dell’esenterazione pelvica dipende in gran parte da una buona selezione dei pazienti, scegliendo quelli per i quali una resezione in blocco può favorire una sopravvivenza prolungata libera da malattia e l’assenza di recidive a lungo termine. Negli ultimi tempi la morbidità e la mortalità di questo tipo di intervento chirurgico sono diminuite, tanto che l’esenterazione palliativa riveste ormai un suo ruolo nel tentativo di migliorare la qualità della vita per questo difficile gruppo di pazienti.

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