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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Urologica e Nefrologica 2007 March;59(1):11-25

lingua: Inglese

Strategie sistemiche per il carcinoma della prostata

Armstrong A. J. 1,2,3, Febbo P. G. 1,2,3,4 , George D. J. 1,2,3,5, Moul J. 1,5

1 Duke Prostate Center, Durham, NC, USA
2 Division of Medical Oncology Department of Medicine Duke University Medical Center, Durham, NC, USA
3 Duke Comprehensive Cancer Center Durham, NC, USA
4 Duke Institute for Genome Science and Policy Durham, NC, USA
5 Division of Urologic Surgery Department of Surgery Duke University Medical Center, Durham, NC, USA


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La terapia sistemica oltre alla terapia ormonale per il carcinoma della prostata in stadio avanzato comprende la chemioterapia, la terapia antiangiogenica, l’utilizzo di inibitori del segnale di traduzione, la terapia immunomodulante e altri trattamenti sperimentali. Questa review discute lo stato dell’arte nel 2007 della terapia sistemica per il carcinoma della prostata in stadio avanzato, con particolare enfasi sulla terapia inserita in un quadro metastatico, con neoadiuvanti e adiuvanti. Dal momento che la chemioterapia ha ottenuto un’approvazione maggiore nella comunità uro-oncologica per quanto riguarda il suo utilizzo nei soggetti di sesso maschile con malattia ormone-refrattaria, la valutazione del ruolo della terapia sistemica negli stadi più precoci di malattia è essenziale, dato il successo ottenuto nel caso di altri tumori solidi per quanto riguarda i tassi di guarigione negli stadi avanzati. Gli attuali studi randomizzati di fase III in corso nel mondo stanno rispondendo a queste domande relativamente a ogni stadio di malattia e le anticipazioni derivanti da questi studi stanno portando a una mutazione dell’orizzonte della gestione del carcinoma della prostata per gli anni a venire. In questo lavoro, viene posta particolare attenzione agli agenti che sono attualmente in fase di valutazione negli studi clinici di fase II e III, con un’enfasi particolare circa quegli studi clinici che hanno maggiore probabilità di avere un impatto sullo standard assistenziale nel prossimo futuro. Viene sottolineata l’importanza della raccolta di tessuto tumorale o di tessuto surrogato per poter definire i biomarcatori che possono predire la sensibilità a queste terapie sistemiche.

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