Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 2006 March;58(1) > Minerva Urologica e Nefrologica 2006 March;58(1):53-71

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Urologica e Nefrologica 2006 March;58(1):53-71

lingua: Inglese

Cancro vescicale metastatico. Una revisione

Pagliaro L. C., Sharma P.

Department of Genitourinary Medical Oncologyy University of Texas M. D. Anderson Cancer Center Houston, TX, USA


PDF  


In tutto il mondo il cancro della vescica è uno tra quelli più diagnosticati come nuovo caso di cancro. La terapia standard per il cancro vescicale muscolo-invasivo è rappresentata dalla cistectomia radicale, mentre nel caso del cancro superficiale spesso è possibile una gestione con resezioni seriali o con terapia intravescicale. La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti sottoposti a cistectomia radicale è solo del 50%, a causa della diffusione metastatica del cancro. Per questi pazienti e per quelli che hanno già metastasi al momento della diagnosi, la chemioterapia con la combinazione di metotrexate, vinblastina, doxorubicina e cisplatino resta ancora il trattamento standard. Si sono dimostrati attivi nei confronti del cancro vescicale anche la gemcitabina, il taxane, l’ifosfamide e il pemetrexed, consentendo di attuare regimi chemioterapeutici meno tossici, che rappresentano l’obiettivo dell’attuale ricerca clinica. I recenti progressi circa la biologia del cancro vescicale, l’introduzione di nuovi regimi chemioterapici e gli studi clinici randomizzati sulla chemioterapia perioperatoria hanno migliorato significativamente le prospettive dei pazienti con cancro vescicale metastatico. I marcatori molecolari sembrano correlare con la prognosi postcistectomia, ma sono necessarie ulteriori validazioni cliniche circa la loro affidabilità e tuttora essi non hanno sostituito la stadiazione istologica quale punto di riferimento per prendere le decisioni riguardanti la terapia adiuvante. I recenti progressi nei settori della genetica, dell’angiogenesi e dell’immunologia applicate ai tumori hanno già trovato una loro collocazione nello scenario in continuo sviluppo rappresentato dalla ricerca di nuove strategie terapeutiche per questa patologia.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail